Dopo due anni torna con “Il Tramonto dell'Occidente” , Mario Venuti, che in parte continua il suo percorso cantautorale che risente fortemente della scena catanese e siciliana tutta, ma che poi si distacca da certe composizioni magari più personali, ci “mette meno la faccia” come dice lui, ma guarda più con gli occhi. Perchè questo album, che in realtà è un vero e proprio concept, parla di una società, di una generazione “Um” o “Bho”, di un Paese alla deriva, di governanti e governati. E riesce a farlo senza scadere nella retorica. Una “prospettiva Venuti” per citare il suo compaesano Battiato che qui ci mette, volontariamente o meno, del suo. Mario Venuti torna alle origini di una certa cultura, forse l'ultima che ha cambiato veramente le cose, quella di 30 anni fa, non solo musicale. Per questo lavoro coinvolge anche alcuni suoi illustri colleghi come Francesco Bianconi dei Baustelle e l’immancabile storico amico Kaballà, ma anche un giovane cantautore siciliano come Nic...
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