“Padania” come paura del diverso e rigorosamente “Stato” della mente, “Terra di Libertà” invocata, presunta e immaginaria, dove far confluire pensieri e riflessioni, dove il diverso tra virgolette è proprio l’io narrante, che sprigiona o cerca di farlo, la sua voglia di cambiamento che si scontra irrimediabilmente con la sua stessa consapevolezza e “intolleranza”, di rimaner confinato nel suo limbo ineluttabilmente, tra la nebbia, confuso e spaesato, certo di esser altro e nello stesso momento fedele sempre a se stesso... sicuro e dubbioso nello stesso istante... procede a tentoni e con spirito critico, disilluso e attaccato ai sogni di novità. Gli Afterhours rilasciano un album magnifico, senza timor di smentita, che rielabora continuamente i punti di vista e di osservazione sulla realtà circostante e interiore, una metafora dei nostri tempi sull’uomo, lucida, amara, disincantata e reale, come il paese e le sue macerie, specie quelle intime, che non si vedono ad occhio n...
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