“Dalla fantascienza alla fantaletteratura”, Roland Emmerich non si fa mancare niente ma solo apparentemente cambia temi e registro, infatti in questo “Anonymus”, raccoglie i suoi thopos attraverso la parabola “leggendaria” Shakespeariana, materiale che di certo non è proprio estraneo in fatto di tragedie, drammi, intrighi, catastrofi e che ben si presta dunque alle classiche tematiche del regista. Emmerich in questo film stavolta, tende in un certo qual modo quasi a “umanizzare il divino o l’elemento sovrannaturale che dir si voglia” e fa si che “il creatore”, sia una sorta di “deus ex machina terreno” per così dire, rispetto ai suoi film precedenti... operazione questa, sebbene non riuscita del tutto, che è comunque doveroso risaltare, visto che potrebbe essere addirittura una buona idea di tesi di laurea, per chiunque volesse approfondire la sua filmografia. Se in Shakespeare e la sua arte è infatti racchiusa la più grande storia delle vicissitudini umane, Emmerich ha pensato bene ...
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