Claudio Lolli ritorna con “Il grande freddo”, un album ispirato al celebre film del 1983 di Lawrence Kasdan. Nove canzoni che scorrono fintamente rassicuranti, per quella capacità che hanno le parole di colpire, di arrivare dove devono, cullate letteralmente da armonie e melodie soavi che trasportano l’ascoltatore. Non sempre a dire il vero la magia riesce, anche perché il nostro raramente apporta novità alle trame sonore e il modo di cantare “confidenziale” non aiuta in tal senso. Ma stiamo parlando di Claudio Lolli signori, e in questo graditissimo ritorno c’è tutto quello che ci aspettavamo: poesia in primis e scenari, scorci, lunghe sequenze e brevi inquadrature… il tutto a fare un mondo: “Il grande freddo”: “E quanto amore sprecato negli autobus, tra gente che potrebbe volersi bene, perché siamo tutti umani e mortali nella natura e nelle sue catene” minimal e poetica, per voce, pianoforte e pochi orpelli che trova sbocca nei soli di sax “La fotografia sportiva”: Ispi...