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Visualizzazione dei post da luglio 3, 2013

Diodato - E forse sono pazzo

Un esordio col botto è questo "E forse sono pazzo" di Diodato, un album perfetto da qualunque punto di vista lo si guardi, coeso e variegato, da notare la disinvoltura col quale il giovane cantautore sorretto dalla band passa da un genere all'altro, coinvolgente sia quando i ritmi si alzano che quando si abbassano e le atmosfere evocano spazi dove perdersi, arrangiato in maniera ottimale e cantato ancor meglio, ascolto dopo ascolto abbiamo la sensazione che ce lo ritroveremo nella top ten di fine anno. Si parte con  "Mi fai morire": tipico blues, sensuale anzi decisamente "senza pudore"... "la notte è lunga quindi ho tempo per scoprire ogni tuo piccolo segreto per sentirmi predatore prima di ogni tuo nascosto desiderio e non aver paura tu di me puoi fare quel che vuoi" per proseguire con il primo singolo estratto, dove la voce la fa da padrona "Ubriaco": "quando la luna spuntò ero già un fiasco di vino...", "Ma ch...

King Suffy Generator - The Fifth State

I King Suffy Generator tornano con The Fifth State, a proporre la loro ideale colonna sonora per un uomo moderno ormai vittima di se stesso che torna indietro a ricercare la sua forza/natura originaria, con un sound più diretto rispetto al passato sempre di base hard rock che non disdegna il math, il progressive, lo shoegaze, il post rock, la psichedelia, con la coppia ritmica Alberto Grossetti e Francesco Pagano sempre precisa e puntuale a reggere e a ben supportare le chitarre, i synth e il sax di Dario Bandini e Daniele Tori. I nostri propongono un vero e proprio rito di passaggio, una lotta intestina che è espressa confacentemente nei rimandi tra gli strumenti, nei chiaro scuri dell'opera che sembra sempre poter aprirsi alla melodia o a lasciarsi andare a un'espressione di forza ma rimane la, come impigliata sul suo concept a riflettere sulla sua stessa essenza... sembra quasi un limite ma è il messaggio vero e proprio... reso ancor più nitido anche dalle note stampa d...

Steby - Troppo Rumore

L'esordio di Stefania Bianconi "Troppo rumore" sembra un vademecum delle cose da non fare quando si vuole lanciare un'artista, il nostro discorso è dunque in primis rivolto alla produzione di questo album, fatto per piacere a tutti e che finisce col non piacere a nessuno. E' un nostro parere si intende ma  dodici tracce tutte giocate sugli stessi elementi anche in sede d'arrangiamento sono troppe, ad esempio l'uso delle chitarre elettriche che quando dovrebbero essere protagoniste scompaiono a livello proprio di volume o sembrano suonino quasi timide, come in "Sabato sera è qui": "fumo nel mio cuore tutto fa rumore non posso frenare più" dove anche la ritmica è francamente inesistente, aneliti pop/ rock che rimangono tali come anche nel caso di "Inequivocabilmente":"sei l'inferno in paradiso sei una ruga sul mio viso" per non parlare a livello testuale del ritornello fatto interamente d'avverbi, stessa co...