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Visualizzazione dei post da gennaio 19, 2013

A trovare i miei amici ci vado in bici - Enrico Botti

Per Botti si potrebbe coniare la definizione: blues e pop che si mischiano a "un destino lodevole da ricercare" (Non dormo più) con una rapidità di pensiero a presa rapida in un cantautorato moderno e instabile... "tutti pedine allineate nello stesso scacchiere, (A trovare i miei amici ci vado in bici ) che fa molto Gaber e De Andrè nelle dinamiche strumentali, "in un mondo che fa di tutto per farmi svegliare" e con "la jella ci vede bene attraverso gli occhi di un carabiniere", ma "per potere conseguire il diploma di cittadino normale" (Devo farmi una posizione) bisogna cercare "soluzioni, ipotizzare scenari, assai poco verosimili" (il destino che si compie ) e allora ci vogliono atmosfere giocose, divertite e irriverenti, pur aspettando "il cadavere del nemico passare"... e ironia e "esigenza" fanno anche pensare a Bennato se "del tuo passato non ricordi niente" (Ricco e prepotente), ma qual...

Valetudo - Iacampo

"Le mie poesie tutte in metrica sono follia, dimentica" da "Non è la California" (uno dei brani migliori del lotto)...   Folk ballads semplici e intense, poggiate sulla chitarra acustica, con un incedere ipnotico, ricche di suggestive e calde armonie vocali che ben si sposano con le linee melodiche...   è questo il pregio di questo album ma anche il limite a nostro avviso che stanno qui racchiusi in perfetta armonia... con un substrato pop piacevole e godibile in certi episodi, quando si apre alla melodia e quando dove ovviamente il nostro arricchisce fra i solchi la sua proposta, come ad esempio l'entrata dei violini a far risaltare  "Mondonuovo": dove "questa epoca confonde"... ma "e c'è un canto che suona bellissimo, resta appeso ad un cielo antichissimo, canto quel che sono e di un mondo nuovo" oppure con un ritornello ancor più ficcante e un andamento più sinuoso e ammaliante in "Amore in ogni dove" dove ...

Durante - Vetronova

Intrecci strumentali di indole punk, melodie oblique, derive noise, squarci di post rock, cambi di ritmo e variazioni, un album da ascoltare più volte e dove c'è sicuramente del buono ma anche tanta confusione e imprecisione, nel senso che ci vogliono le buone intenzioni ma ci vuole anche una certa tecnica e perizia per realizzare il tutto, per non parlare dell'uso riservato alla voce, non eccelsa ma comunque messa in secondo piano sempre, come in "Il muro macchiato": "c'è troppa tristezza nell'aria" e anche quando come in "I passi del ragno" dovrebbe essere quanto meno messa al pari degli altri strumenti, se fai un pezzo alla Massimo Volume per intenderci, se poi le parole si capiscono appena... anche perchè "Non era più una questione infantile bruciare le formiche con l'accendino" è una bella frase, peccato sia una delle poche che si riescono ad identificare. Ci sono comunque ottime idee specie nel trittico iniziale, co...