Esce in questi giorni il libro autobiografico di David Lynch , " Io vedo me stesso. La mia arte, il cinema, la vita" (Il Saggiatore). Si tratta di ben 400 pagine di storie, pensieri, anche le ossessioni più intime svelate sotto forma di intervista. Di uno dei più grandi e sicuramente più inquieti registi del cinema, scopriremo l'infanzia a Missoula, in Montana, l'esperienza fatta negli scout, l'amore per l'arte, la pittura, gli studi discontinui, il viaggio di tre anni in Europa e la passione per la regina. Ma anche le difficoltà a trovare finanziamenti e le prime gratificazioni, il rifugio nella meditazione. "Da piccolo ero turbato da molte cose - afferma Lynch -. Pensavo: non è così che dovrebbe andare". Poi svela la stima per il grande Federico Fellini, con cui condivide lo stesso giorno di nascita: " La sua è un’epoca del tutto differente e ha un modo di intendere la vita tipicamente italiano. Ma c’e qualcosa di particolare nei su...
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