Un suono caldo, avvolgente, più rotondo, pulito e compiuto, diverso per certi versi dal precedente “Dei Cani” che vedeva come deus ex machina dietro Fabio De Min ovviamente Giulio Ragno Favero che mette mano, pulsanti e cuore anche su questo “L’amore fin che dura”che non è un concept ma ci manca poco, si può parlare infatti di un disco di amori al copolinea che si evolvono in fini più o meno dignitose che spesso trascendano nella quotidianità, nel tradimento se non nell’omicidio o narrate sotto forma di ricordi in una realtà metafisica a tratti, letteraria di certo. Elegante, di ampio respiro, ineccepibile sotto ogni punto di vista “L’amore fin che dura” è o quanto meno dovrebbbe essere, (come i Non voglio che Clara dovrebbero, se l’Italia fosse un paese normale) rappresentare “la canzone d’autore italiana per eccellenza” quella Dop, da preservare con infinita cura, perché come i nostri, nessuno negli anni ne ha riannodato i fili nel nome di una “classica modernità poet...