Melodie e armonie ricercate, che arrivano e non vengono a noia, bei testi, semplici nonostante il tema dell’album (il disagio, la malattia) lasci presagire tutt’altro, buone soluzioni in fase d’arrangiamento che tendono a impreziosire i brani piuttosto che a sovra esporli. “Troppa gente su questo pianeta” è il disco più maturo e curato degli Egokid, che manca rispetto al passato forse di freschezza e immediatezza e che ha bisogno di più ascolti per essere apprezzato nella sua totalità, ma questo non è di certo un limite: “Il re muore”: traccia già contenuta in “Nuvola Numero Nove” di Samuele Bersani, è una versione più scarna e diretta, più verace, ma il brano non perde assolutamente la magia di cui è intriso e che esplode nell’intenso e liberatorio bridge finale: “Non ho più pazienza per la falsità Non ho più illusioni non ho più l'età, non ho più l'amore e non riconosco il nome di un miracolo a metà, non ho più i dolori della gioventù, non ho più rimpianti se non ci...
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