“Diario di un vecchio porco”, citando Bukowski, è il disco di esordio dei Bifolchi, a cui l'ironia non manca e neanche la bravura nell'esecuzione, che più che un album è un vero taccuino dove annotare scorci di vita contemporanea, dell'involuzione del nostro Paese, partendo da tante storie anonime, dal maniaco all'amante, dal matto ai “giullari” del quartiere, il tutto condito da un buon folk, dove gli strumenti impreziosiscono il tutto con riff country. Salvatore Brasco (voce e chitarra acustica), Nico Grasso (chitarre), Samuele Pellegrini (basso, cori e tastiere) e Francesco Giomi (percussioni e batteria), di stoffa ne hanno eccome – davvero molto interessante l’uso delle chitarre così ben curate e variegate - e come disco d'esordio non c'è che dire se non che potrebbero ancora maggiormente uscir fuori dal contesto della tradizione popolare per non esserne musicalmente ancorati e fare in modo che non siano secondari ma, al contrario, che diventino semp...
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