"Chi dice la verità non può chiamarsi Rampoldi" con questa frase per certi versi lapidaria si chiude il terzo lavoro solista di Edda, "Stavolta come mi ammazzerai?" Che cinema a parte è musica allo stato puro, è arte, è tutto quello che dovrebbe essere un'opera completa, senza barriere, vincoli e compromessi di sorta. E' un capolavoro assoluto, senza se e senza ma, perché è fottutamente vero Edda, che non mette in scena neanche il tema della follia, parafrasando Pirandello, va giù dritto che è un piacere, brutale e disarmante, ti scioglie, ti fa incazzare, ti fa piangere, ti fa ridere di rabbia, ti fa sentire "la vita" senza filtri, mediazioni di sorta... è Edda e suo padre è violenza, sua madre, eroina, i suoi fratelli morti, come forse anche Stefano, l'amore è ossessione/religione, ricerca totalizzante di un'unione che forse non potrà mai avvenire: "L'eroina è stato l'unico amore della mia vita" ha dichiarato in un...
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