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Visualizzazione dei post da aprile 18, 2011

Waines - Sto

…e tre! E’ uscito da poco il terzo lavoro discografico dei  Waines  intitolato per l’appunto  STO , preceduto da  STU (2009) e dall’EP  A Controversial Earl Playng  (2007) Precisiamo subito, se qualcuno se lo stesse ancora chiedendo, che sia il nome della band sia i nomi degli album sono presi a prestito dallo slang siculo/anglo/americano dei sobborghi di una Palermo più che mai effervescente quando si tratta appunto di dar vita a storpiature e nomignoli divertenti. Effervescente infondo come la scena musicale alternativa che ad oggi si attesta tra le più floride del panorama musicale italiano. E i Waines, attivi dal 2005, hanno fatto da apripista a questo movimento che annovera tra le band più affermate  Il Pan del Diavolo , i  Dimartino  e gli  Hank . L’uscita di “STO” insomma ci conferma che le cose procedono per il verso giusto, che qualcosa si muove. Qualcosa di fresco e divertente, sanguigno e concreto, ispirato e fuori dagli sch...

Limitless di Neil Burger

Girato da Neil Burger come un lungo videoclip post moderno, alternando flashback, zoom e primi piani, arricchito da una fotografia quasi cyber punk, Limitless risulta un film avvincente, credibile nel gioco di immedesimazione del rapporto film/spettatore e nello scioglimento della matassa finale. Il film aderisce a più generi, confluendo felicemente in quella che potremmo definire “fantascienza intellettuale”… del resto “Non siamo a Matrix” ammette candidamente l’io narrante Eddie Morra (Bradley Cooper),  come a voler sottolineare che qui di irreale alla fine c’è ben poco… infatti come accennato prima, se lo spettatore riesce ad abboccare all’amo lanciato dalle premesse del film, “una nuova droga capace di ampliare al massimo le potenzialità del cervello umano”, l’impianto narrativo, ricco, forse troppo e qua e la una maggiore scrematura in fase di montaggio, avrebbe forse reso il tutto più fluido, regge tuttavia e viene fuori alla distanza, perchè come il protagonista, anche la...

Habemus Nanni

Habemus Nanni, non c’è che dire, a suoi massimi livelli, se non di più… uno stato di grazie che “l’autore”, mai come in questo caso, mantiene per tutto il film, leggero e armonioso come se fosse un balletto classico, come nelle partite di pallavolo in contemporanea, delicato e divertente, con un’ironia sagace e intelligente che abbraccia un pò tutta la storia, caldo e ricco di tensioni emotive, poetico in certi passaggi, nel peregrinare del Papa in fuga, un grandissimo Michel Piccoli che si ritrova a parlare da solo in autobus o nel montaggio alternato della canzone di Mercedez Sosa  che ascolta il finto Papa nello stereo e tutti i Cardinali al piano di sotto e lui, il Papa vero, cantata da una ragazza in strada o nell’apice lirico durante gli applausi liberatori a teatro… tralasciando naturalmente la scena finale. Un re insomma finalmente nudo, anche se sarebbe meglio dire, “l’uomo” nudo, divenuto re… non se la sente, o meglio ancora si sente inadeguato, anche se è Dio che ha...

Lucy in the Sky with Diamonds

Forse erano solo diamanti. Forse solo il disegno di un bambino. Ma quando si parla del gruppo più influente della storia del beat-pop e del rock, i Beatles, niente è da dare per scontato. I fab four di Liverpool, gli scarafaggi più amati, hanno colorato le loro canzoni di significati, simboli e messaggi, talvolta esoterici, che hanno fatto impazzire anche i migliori critici musicali ed i giornalisti di mezzo mondo. Qualcuno ricorderà la copertina del disco Abbey Road dove i 4 Beatles camminavano sulle strisce pedonali di quella che diventerà la strada più famosa ed imitata del mondo. Dall’immagine si può notare che l’unico a piedi scalzi è Paul McCartney e la   Volkswagen  bianca parcheggiata a sinistra sullo sfondo  porta la targa “28IF” – “28 SE”, che viene interpretato da tutti come “28 anni Se fosse ancora vivo” e dando vita alla leggenda della morte… di Paul McCartney; oppure per l’appunto la famosa leggenda sulla canzone “Lucy in the Sky with Diamonds”. Molti...

Silvio Berlusconi e la rinascita della commedia all’italiana

Che bella giornata, Qualunquemente, Nessuno mi può giudicare, Figli delle stelle, C’è chi dice no… e potrei continuare… sono solo alcuni dei titoli che hanno segnato in questa stagione cinematografica, “una rinascita” della commedia all’italiana, a livello di incassi in primis, ma senza tuttavia tralasciare la qualità. Ma cos’hanno in comune queste pellicole? Cosa le rende in qualche misura parte dello stesso fenomeno? Cosa è insomma che le unisce? Silvio Berlusconi… si proprio lui, avete letto bene… sembra strano ma è un dato innegabile… se abbiamo volutamente omesso “Silvio Forever”,  in quanto come dire, basta il titolo e se persino Albanese ebbe a dichiarare all’uscita del suo film “la realtà ha superato la fantasia…” come soprassedere di fronte alle raccomandazioni, ai politici, alle escort, ad una mentalità italica divenuta ormai stereotipo, macchietta… che questi film raccontano, in toni che trascendano il surreale… perché noi spettatori siamo ormai abituati a tutto ciò… e...

Cesare Basile - Sette pietre per tenere il diavolo a bada

Bisogna masticarle, masticarle per bene e poi mandarle giù con un sol boccone queste pietre nuove di  Cesare Basile . “ Sette pietre per tenere il diavolo a bada ”, uscito lo scorso marzo per la Urtovox, con la collaborazione di importanti musicisti come Rodrigo D’Erasmo, Alessandro Fiori, Enrico Gabrielli, Lorenzo Corti e Roberto Angelini… Cesare Basile rilascia 10 brani che sono rocce scolpite dal calore della voce, scura e profonda, e dai testi impegnati e popolari, ricercati, immaginifici, ritrovati tra i tesori di una Sicilia antica, umile e generosa, saggia e sempre più perduta, come allora così oggi. Un bluesman (si passi la definizione) legato da una forza ancestrale alla terra madre, così il nostro cantautore non può fare a meno di creare e recuperare, accostare suoni elettrici ad una chitarra pizzicata, sorprendendoci con una nenia che si perde nel tempo, tra le braccia di una madre siciliana, un ricordo offuscato e familiare. E tra una ballata e un accompagnamento...

Di Martino - Cara maestra abbiamo perso (recensione e live - Rassegna Macondo 2 aprile 2011 - Mazara del Vallo)

Un grappolo di note zampillanti e un urlo che richiamano la nostra attenzione sull’esigenza umanamente profonda di ritrovare una dimensione sociale, un’identità che ormai si è persa “tra i barattoli del sale” e “il giorno di Natale”, che nell’immaginario collettivo hanno ormai assunto il medesimo significato, o forse lo hanno perso, diventando simboli indistinti di un materialismo dominante e asfissiante, in cui “i cani giocano coi fustini del Dash”, tra le fabbriche del nord che producono lavoro e i leoni drogati di uno zoo. E Vinicio Capossela diventa addirittura un capro espiatorio di questa tensione. Ma non è lui il vero bersaglio. Questo è “ Cara maestra abbiamo perso ”, l’album di esordio dei  Di Martino , una delle nuove promesse del cantautorato italiano. Un’ammissione, forse una denuncia, a tratti triste, a tratti malinconica, altre volte pazzotica e intensamente realistica della sconfitta dei valori difesi nelle lotte di classe degli anni Settanta, e della schizofrenia c...