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Visualizzazione dei post da febbraio 10, 2012

Tre uomini e una pecora di Stephan Elliot

Privo di originalità (anzi si potrebbe sindacare addirittura sul copia e incolla di una qualunque sinossi sul tema) e senza alcuna pretesa artistica, con qualche inverosimiglianza e forzatura narrativa di troppo, “Tre uomini e una pecora” (evitiamo commenti sul solito titolo tradotto in  italiano, per ragioni di marketing che ignoriamo), è in ogni caso divertimento assicurato per un’oretta e mezza, grazie soprattutto ai dialoghi, ficcanti, spassosi, mai banali e alle situazioni comiche, alcune davvero esilaranti, basti citare la scena in cui i nostri eroi cercano di far defecare “la pecora” per recuperare la cocaina che ha precedentemente ingurgitato o il celeberrimo discorso del testimone dello sposo... ma sono davvero tante “le volte in cui si ride a crepapelle”... farina del secco di Dean Craig (Funeral party), una garanzia insomma. Stephan Elliot e la sua regia sono funzionali “all’ambiente circoscritto”, la grande casa della futura sposa, dove il nostro non manca di regalare...

è questo che siamo - Arsenico

Nessuna caduta di tono, ma neanche niente di memorabile o quanto meno da segnalare... è il paradosso di questo nuovo album degli Arsenico, dal suono potente e deciso, che riempie le orecchie dell’ascoltatore, ma che fatica a trascinarlo con se. Una sensazione da sei meno meno imperante scivola tra i solchi dell’album, senza che l’attenzione riesca a focalizzare il fatidico quid mancante. L’omogeneità dei brani, il loro mood o sound che dir si voglia... è la perfetta cifra stilistica che regge in toto le tracce, in quanto l’uniformità data, rende il tutto un monolitico dal quale è francamente difficile scorgere valori che si impennano (a discapito), ma neanche che si discostano troppo dallo status  comunque di buone canzoni (merito). E’ pur vero che comunque non si può additare la produzione di un album a deterrente determinante per la riuscita di un lavoro... quindi, mandiamo agli atti la nostra disamina iniziale, ovvero:  “Nessuna caduta di tono, ma neanche niente di memora...