A trent’anni dal loro esordio, tornano i Depookan, formazione toscana fondata da Susy (Luana) Berni e Nicola Cavina, con un disco che è insieme rito, sogno e resurrezione sonora. Il titolo, “Sang Et Cendre ” — sangue e cenere — dice già tutto: è un concept album che indaga le zone oscure dell’animo umano e il fragile confine tra distruzione e rinascita. Un ritorno quindi mistico e inquieto di una band sospesa tra rito, mito e suono elettronico. Il sound world del duo si muove in bilico tra ritualità arcaica e modernità elettronica, tra mitologia celtica e sperimentazioni rock, tra strumenti veri e timbri digitali volutamente imperfetti. È musica che evoca più che raccontare, che costruisce paesaggi interiori dove la voce di Susy Berni è guida e incantesimo. L’apertura con la title track “Sang Et Cendre ” - che prende in prestito il nome da una saga - è una discesa lenta e viscerale nell’abisso: cupa e malata, scava profonda sia vocalmente che musicalmente, mentre la s...
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