L'incredibile fragilità emotiva di un gruppo schiacciato dalla pressione, l'ottusità di un allenatore che si rifiuta di leggere tatticamente una partita, la mancanza dei due giocatori più talentuosi e di carisma. Eppure tutti questi fattori messi assieme non possono giustificare la tragedia sportiva di un Brasile inerme e spaventato, calpestato senza pietà da una Germania solida, organizzata ma di certo non trascendentale. Perchè la verità più semplice e lampante è che sul due a zero, i brasiliani sono andati letteralmente in corto circuito e i goal tedeschi sono arrivati con una facilità che rasenta l'incredulità dei giocatori stessi che sembrano non capacitarsi di quello che accade, sia dell'una che dell'altra squadra e lo stesso vale per ambedue le tifoserie, dove lacrime, stupore e risa beate si mescolano ad applausi e fischi, raggiungendo l'apice quando i tifosi brasiliani accompagnano con olè ironici il palleggio tedesco. Ritornando ai fattor...
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