I cani sono tornati e nel modo migliore possibile, "Glamour" ribadisce le peculiarità che hanno fatto la fortuna dell'esordio, ma va decisamente oltre, se il secondo disco è sempre il più difficile della carriera di un'artista, luoghi comuni a parte (Caparezza docet), non è quanto meno semplice ripresentarsi sul mercato, dopo aver tratteggiato una generazione che si è riconosciuta all'istante, I Cani, denotano ancor maggior talento nella voglia di non fermarsi e gettano paradossalmente la maschera nell'apparire ancor più sinceri, nonostante sembri all'apparenza un disco meno di pancia e con più cervello, del resto serve tutto, per scrivere buone canzoni, basta saperli usare. Meno immediati, meno all'arma bianca, meno slogan generazionali... più varietà specie nei suoni e più cura delle parti strumentali, si sente la mano di Enrico Fontanelli,non solo accorgimenti alla formula consolidata, ma decisamente più sperimentazione, più inevitabile mat...
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