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Goran Kuzminac - Resoconto Live e Intervista - Baluardo Velasco 27 aprile 2012 Marsala



Un talento immane, che trasuda passione, emozione, che non smette di coinvolgere il pubblico che ha di fronte, "Solo ma non solo", insomma come recita il titolo del suo ultimo lavoro, un cd più dvd dove il nostro racchiude 35 anni di carriera, da autentico outisider della canzone d'autore italiana, lontano dalle mode e dalle melodie facili.
Goran Kuzminac ha negli occhi l'umiltà dei grandi, la sincerità e la schiettezza dei forti, ce ne rendiamo subito conto, quando gli chiediamo di intervistarlo prima del concerto e lui ci risponde candidamente: - Così a scatola chiusa? E se poi non vi piace?  Rispondiamo che è impossibile, ma rimandiamo volentieri a dopo le domande. 
Impossibile dicevamo e a ben donde,ieri sera al Baluardo Velasco, è stata una gioia per il cuore, perchè lui che è “Mercante del Niente” con in braccio la sua chitarra, che è linfa vitale ed ossigeno, rimane rapito dalla musica e fa sognare a sua volta l'ascoltatore.
Anticipato sul palco dalla cantautrice mazarese Gloriana Ripa, accompagnata per l'occasione da Giuseppe Angotta alla chitarra e Maria Luisa Pala al flauto, con le sue atmosfere evocative e suggestive, è stata il perfetto “antipasto” per un ottimo “primo” perchè la musica è la vera ricetta per stare bene. 
Quando Goran entra in scena e subito partono gli applausi, ancora è il suo candore a rispondere: - Ma non ho ancora suonato.
Poi sono brividi, mentre passa in rassegna i suoi brani più famosi, da “Il viaggio” a “Ehi ci stai”, da “Stasera l'aria è fresca” alla sognante “Tempo”, da “Stella del Nord” alle due nuove versioni di “Merilù” e “Bimbi buoni”, che nell'album vengono proposte con i Ciauda e U'Papun.
Nel mezzo Goran omaggia  Ivan Graziani e Ron,fa cantare addirittura con lui una coppia marsalese che si è innamorata grazie alle sue canzoni e da una dimostrazione "di quanto sia facile" il finger-picking, da vero intrattenitore di gran classe, continuando a deliziare la platea con aneddoti e "filosofia spicciola".
Un'ora e mezza intensa e viscerale sotto gli applausi che il pubblico del Baluardo Velasco rilascia copioso, con l'assoluta certezza di aver assistito a un grande spettacolo.
Mentre Goran è alla prese con autografi e foto ricordo, ci avviciniamo e:
-Allora? Ci chiede
- Sei stato davvero grande!!! Rispondiamo e non avremmo potuto dire altrimenti, poi l'intervista vera e propria:

- Da Belgrado, in cui sei nato, passando per l'Austria e tornando in Italia, prima in Trentino e poi in Abruzzo, dove vivi, quanto hanno influenzato le tue origini nella tua musica?

- La musica è qualcosa che viene da dentro e tutte queste contaminazioni per me sono necessarie. Nell'ultimo disco si sente molto l'influenza della Word music, la musica del sud Europa, ma anche il folk, il jazz, il funk e ovviamente il rock. Io la mattina mi sveglio con lo stereo che risuona gli AC/DC, per intenderci, adoro il loro ultimo concerto a Buenos Aires. Ed in questo disco voglio dimostrare che tutto ciò è possibile, infatti collaboro con due gruppi di una bravura impressionante anche se poco conosciuti: i Ciauda che si basano sulla sperimentazione del suono, dal'eco molto “siciliano” e gli U' Papun, band barese folle che propone musica e teatro che spazia da un genere musicale all'altro.

- “Solo ma non solo”, il tuo ultimo album, vuole scattare un'istantanea di questi 35 anni di carriera. Un titolo eloquente che sta a significare appunto l'interazione con il pubblico

- “Solo ma non solo” è il mio primo album live dopo 35 anni. Sembra che quelli che fanno live, non hanno più niente da dire. Io mi sento d'essere così come sono, o ti piaccio o non ti piaccio, sono così. Io racconto le mie cose, faccio entrare il pubblico nel mio mondo. Mi ricordo che una volta a Radio Deejay, Linus mi ha ricordato come un cantautore di secondo livello ed alcuni ragazzi, nuove generazioni quindi, gli hanno telefonato arrabbiati per quello che ha detto e lo hanno “massacrato” a parole. Non me l'aspettavo.

-Sulla scia di questo cd/dvd, anche il prossimo, che hai presto in programma, tira fuori le contaminazioni, la tradizione popolare, miscelata al tuo inconfondibile sound?

- Sicuramente si, ci saranno le stesse influenze, le stesse sonorità anche se sarà un album registrato rigorosamente in studio.  Ci sarà dentro anche un'orchestra di ben 47 elementi, l' Improbableband sempre di Bari, sentirete che arrangiamento!!!

- Hai suonato con i più grandi cantautori italiani, condividendo la scena con Francesco De Gregori, Ivan Graziani, Ron, Lucio Dalla, Antonello Venditti e per ultimo, Alex Britti. Oggi, cosa pensi delle nuove generazioni di cantautori?

- Guarda, faccio un discorso più generale, soffro molto del fatto che ci sono trasmissioni televisive che ogni anno devono rinnovarsi per tirare fuori la gallina dalle uova d'oro. Si punta sul tutto e subito e questi ragazzi una volta finita la gara di turno vengono abbandonati a loro stessi, non hanno la possibilità di crescere. Oggi sono sempre più questi gli spazi ed è un danno per la musica. 
Posti come il Baluardo Velasco sono occasioni imperdibili, a Marsala avete uno spazio che è più grande dello storico Folk Studio. Una volta ci si incontrava in questi posti ed era un modo per interagire con altri musicisti, scambiarsi idee e canzoni, un modo per ascoltarsi, perchè è così che nascono le canzoni. Oggi tutto questo è quasi scomparso. Ti faccio un esempio, se Venditti al Folk Studio, arrivava e si metteva al piano a intonare Roma Capoccia, per due o tre sere di fila, noi gli dicevamo, ok Antonello, ma adesso dai faccene sentire delle altre, c'era uno scambio, un incoraggiarsi a vicenda... a volte era anche controproducente a dire il vero, per me intendo, talvolta andavo da De Gregori e gli dicevo: "Francè, ti devo fare ascoltare una canzone è molto bella", poi lui me ne faceva sentire una sua, ad era "Generale" ed io ci rimanevo e dicevo cavolo, è proprio stupenda". 

- Che rapporto hai con il Web 2.0 e con le nuove tecnologie, cosa ne pensi di streaming, download, etc... come mezzi per diffondere la musica?

- Io adoro follemente il Web, utilizzo molto tutti i canali ed i social network principali, mi piace che si possa ascoltare, comprare o scaricare musica, io  voglio che i miei brani arrivino facilmente al pubblico, anche via torrent per intenderci, se non ci sono li carico io.
 Aveva ragione Ivan Graziani quando diceva che la fama, il denaro, si sono utili ma la musica vera è un'altra cosa, neanche un discografico deve entrarci. La musica deve farti emozionare, fare vivere momenti imperdibili. La musica non è un cd a 20 euro, la musica ti fa vivere.

- Per finire ci racconti un tuo personale ricordo di Lucio Dalla e Ivan Graziani.

- Vi posso dire che Lucio era geniale musicalmente, aveva una straordinaria illuminazione, se non avesse fatto musica avrebbe fatto cinema, ma umanamente aveva un brutto carattere, era cattivo, vendicativo, guai a voltargli le spalle perchè te la faceva pagare; lui stesso si era dato il soprannome di “ragno”, aveva infatti un caratteraccio, era un provocatore. Quando andavamo a pranzo insieme, raccontava delle oscenità e noi gli dicevamo sempre di smetterla, ma lui continuava. Anche quelli come Morandi, che dopo la sua morte lo hanno elogiato, hanno avuto grossi litigi con lui. Ma c'è anche d considerare che è cresciuto senza padre, con una madre che gli stava addosso e non era proprio di bell'aspetto... come artista, un genio, non gli si può dir niente.
Ivan invece era un personaggio unico, lo porto nel cuore, era straordinario sul palco, un vero rockettaro che usava con una facilità impressionante i cambi di tonalità.

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