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IO e la TIGRE - 10 e 9



"10 e9" è il primo disco di "IO e la TIGRE", ovvero Aurora Ricci e Barbara Suzzi, (dopo un precedente ep) fresco e intrigante, dove le due mischiano punk, sonorità vintage, "calore live", tanta melodia, irriverenza poetica. Il tutto suona maledettamente semplice e ti piace in maniera naturale e spontanea come le due ragazze, che cerchi di inquadrare in un incrocio tra Maria Antonietta e Rachele Bastreghi, ma tutto quello che le può accumunare si perde nelle storie, nella semplicità dei giri armonici, nei significati che sono lì, senza sovrastrutture e nel mentre pensi a cosa si inventeranno per il futuro e che già ti aspetti di più, perché sai, o quanto meno speri, che lo possano dare. Insomma l'esordio sulla lunga durata è riuscito nonostante qualche ingenuità e qualche rimando di troppo, da qui in poi gli artigli di "IO e la TIGRE" devono necessariamente venire fuori, anche perché gli arrangiamenti non dispiacciono nella loro varietà e la voce ha sfumature interessanti da sfruttare maggiormente:

"Revolver": "non sentirti offesa se anche lui ti dice scusa non è colpa tua" un brano pop punk dalle sonorità anni '90, melodicamente ricorda i primi Baustelle, non solo per il titolo

"L'appuntamento": "mai mai potrei farti del male ora che ho attraversato la notte mai mai potrei tradire i miei piedi ora che li ho calpestati per mesi" filastrocca pop rock decisamente accattivante, di sicura presa

"I Santi": "non sei tu la ragione per cui salverà se stesso" ballad cantilenante dai sapori retrò, con un cantato pulito e ricco di sfumature, è il primo singolo estratto: "tu hai un cuore bucato bisogna insegnarti a risparmiare un po'" 

"Tu non sei un mio ex": "... sei solo uno che portavo a letto nel periodo in cui avevo solo lucciole tra le coperte" pop punk d'impatto che procede per accumulo

"Lentamente":  atmosfere anni '60 per una ballad circolare, "romantica" ben arrangiata: "ma io non posso tacere, con il cuore in mano non riesco più a dormire, se quando mi sveglio un vuoto è al mio fianco"

"Io e il mio cane": beat/punk ad alto tasso melodico non propriamente originale, ma di certo gradevole: "noi due una leggera risacca, nessun orizzonte tutto attorno è solo nebbia. Cercare di perdersi e ritrovarsi ancora... per ritornare a casa"

"Lui sta sognando": "Lui non legge di musica oltre il 99" sorta di mantra blues, ironico, ben congeniato: "lui ricorda piuttosto che immaginare nuove cose. Soffre di malinconia dice che non sa perché"

"Come un sasso in una scarpa": punk, senza fronzoli: "la mia sincerità è dura come un sasso in una scarpa"

"Lei sa": filastrocca irriverente e centrata, varia nell'arrangiamento: "Lei, ora che siamo IO e la TIGRE, nessuno la spaventerà. Lei sa, lei sa, lei sa chi sei".

"Non hai vinto tu":"mentre io galleggiavo facendo il morto" ancora rimandi agli anni 60, ha un mood giocoso e godibile

"Povero Cristo": l'ennesima versione dii Song two dei Blur quanto meno nella strofa "ora che il mio rimedio è qui non c'è più niente che mi può far male"

"Buonanotte": "ora che trovi li con lei, la tua notte, un cielo più sereno di me" intensa e sinuosa nel suo dipanarsi









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