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Elio Petri - Il bello e il cattivo tempo




Ottimo ritorno per l'ormai vera e propria band Elio Petri, un album compatto e granitico nella sua intima essenza che regala oscure perle cantilenanti e niente affatto rassicuranti che crescono dopo svariati ascolti. Arrangiato magistralmente è un lavoro post rock, di base quanto meno ma sono molteplici i riferimenti musicali, (si spazia infatti con nonchalance dal blues al jazz alla psichedelia) che vanno a costruire un mix fascinoso e conturbante insieme alla poetica criptica e surreale di Emiliano Angelelli. Le collaborazioni con i grandi Teho Teardo in tre brani e Marco Parente nella traccia che chiude il lotto arricchiscono ancor più il corpus immaginifico dell'opera in se. 

"Il disprezzo": cantilena ossessiva dal mood sbilenco e sinuoso... a tratti sembrano i Wolfango immersi in sonorità post rock:
"provo disprezzo per tutto"

"Mascella": "perchè evidentemente non tutto è vero"... un mood vintage,  dai toni crepuscolari, jazzati e dal sicuro appeal melodico dove si erge il classico e ottimo arrangiamento, se a questo sommiamo un testo criptico e ironico, sembra quasi una parodia dei Non voglio che Clara :
"vorrei sapere come andare e non tornare vorrei sapere come andare"

"Vipera": ipnotica e ammaliante, ti stordisce coi suoi repentini cambi di ritmo e atmosfera
"santo il tacchino"

"Alga":"mentre tu rimani di marmo" post rock minimale e intimo, scarno e intenso allo stesso tempo

"Bruco": "fino all'uomo evoluto"... cantilena acida e stralunata, oscura e criptica, dove blues e post rock vanno a braccetto, dall'andatura quasi nostalgica per una... nuova evoluzione della specie.
"un essere umano col corpo di bruco"

"Ti farò soffrire": "sto solo affilando le unghie e non è così lontano il giorno in cui ti farò soffrire"... una sorta di mantra a tinte blues "sporco" ed efficace che si inebria di psichedelia nel suo dipanarsi strumentale (a significare appunto l'attesa)

"Blues": "perchè in questa casa gli elettrodomestici sono senza personalità"... il mood è convulso, il piglio deciso eppure l'arrangiamento tende ad attutire i colpi per così dire, il risultato è sicuramente interessante:
"perchè mi ritrovo a fare un evento?"

"Capra astrale": "non ricordo che l'odore di te"... un bozzetto surreale dai profumi retrò, piacevole e godibile, nobilitato ancor più dall'ironico finale con Marco Parente... "Va tutto bene, va tutto a posto" 
"quella maniera lì di restare a guardarmi senza avere niente da dire"

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