Looking


Torna in campo la HBO con il comedy-drama "Looking" a tematica gay molto vicino a quell'amicizia fraterna - tra l'altro sempre targato HBO - di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, le quattro indimenticabili donne di Manhattan del cult "Sex and the City", anche se qui gli amici sono in tre e sono uomini. Ma "Looking" è anche molto simile alle serie sessualmente più esplicite "The L Word" e "Queer as Folk", divenuti anch'essi in un certo senso cult per aver dato il via ad una sequenza di personaggi gay che ormai invadono qualsiasi drama o comedy americano. Anche "Dawson's Creek", gliene va dato atto, ha fatto in questo senso da apripista, grazie all’interessante personaggio di Jack McPhee, interpretato da Kerr Smith. Ma tornando a noi, "Looking" ha preso vita il 19 gennaio di quest'anno, con una critica divisa a metà ed uno scarso riscontro da parte del pubblico.


La HBO ha deciso comunque di dare una seconda chance a questa bellissima serie, approdata in Italia su Sky Atlantic lo scorso 6 novembre, ovviamente, manco a dirlo, relegata a mezzanotte di un giovedì sera qualunque, come un porno della peggior specie. Ma ahimè siamo in Italia, uno Stato fortemente cattolico che mandò in onda, non scordiamolo, un capolavoro come "I Segreti di Brokeback Mountain" non solo in terza serata, ma pure censurato. Ma tralasciando le critiche legate al bigottismo made in Italy, "Looking" segue le vicende di Patrick Murray, interpretato da Jonathan Groff ("Glee", "The Normal Hearth"), Augustìn (Frankie J. Alvarez) e Dom (Murray Bartlett), tre amici completamente diversi tra di loro, che vivono a San Francisco, città LGTB per eccellenza. Patrick è un ragazzo di 29 anni che lavora in un azienda che produce videogiochi, con l'innata esigenza di trovare l'anima gemella e con una riluttanza verso i rapporti occasionali, a differenza di Dom, la cui esistenza ruota proprio attorno a quei rapporti occasionali tanto odiati da Patrick.


Dom è un cameriere e somelier, ormai vicino ai quarant'anni, e per questo in perfetta crisi da "passaggio", dalla spensieratezza dovuta alla doppia cifra col 3 davanti, agli anni della definitiva maturazione, più teorica che pratica, con quel 4 che fa tanta paura. In realtà, proprio per questo motivo anche Dom cerca di trovare l'amore vero, ma poi ricasca sempre a far sesso con ragazzi molto più giovani di lui. Avendo avuto anche un passato da eterosessuale, vive con una sua ex, Doris (Lauren Weedman) e sogna di aprire un ristorante tutto suo. Augustìn invece è l'amico più schietto, dice ciò che pensa senza mezzi termini. Dopo aver vissuto per più di dieci anni con Patrick, decide di fare il grande passo e andare a convivere con Frank (O.T. Fagbenie), ma la convivenza non sarà tutta rose e fiori e ben presto il loro rapporto si deteriorerà. Altre figure importanti del telefilm sono quelle di Richie Donado (Raul Castillo) e Kevin Matheson, interpretato da Russell Tovey, già lupo mannaro nella bellissima serie inglese "Being Human". Durante il primo episodio Patrick si imbatterà casualmente in Richie, mentre sono su un autobus, quest'ultimo decide di provarci.


Patrick è subito attratto da questo ragazzo messicano che fa il buttafuori in una discoteca gay e dopo un primo momento di indecisione, per le paure legate al sesso fine a se stesso, ma spinto da Dom e Augustìn, decide di andare a trovare Richie sul posto di lavoro, prova anche a passare la notte con lui, ma il suo imbarazzo prende il sopravvento. Nel corso della stagione però i due si ritroveranno e proveranno a creare una relazione stabile, ma nel frattempo si inserirà la figura di Kevin, genio dei videogiochi, nonché neo datore di lavoro di Patrick, quindi porterà i due a lavorare spesso a stretto contatto. Quest'ultimo sarà attratto da Kevin fin dal primo istante, come nei più classici colpi di fulmine, ma Kevin è fidanzato, ovviamente questo non impedirà ai due, sopraffatti non solo dall'attrazione ma anche dai sentimenti che iniziano a provare l'uno per l'altro, ad instaurare una relazione che si preannuncia molto complicata. Infine non si può non ricordare il personaggio interpretato da Scott Bakula ("In viaggio nel tempo", "Star Trek: Enterprise", "Dietro i Candelabri", "Chuck"), si chiama Lynn ed è un imprenditore che, a causa anche dei sentimenti che prova per Dom, deciderà di aiutare quest'ultimo ad aprire quel ristorante tanto agognato da anni.


Insomma, in solo otto episodi, che compongono la prima stagione, succede un po' di tutto. Si vocifera che la seconda season sarà composta da due episodi in più e che ogni puntata durerà non trenta ma ben quarta minuti. Michael Lannan, ideatore della serie, ha creato un piccolo gioiellino, forse con qualche problemino legato anche alla brevità della stagione andata in onda. I fatti avvengono in maniera troppo rapida e la cosa che salta maggiormente all'occhio osservando "Looking" è una San Francisco che sembra abitata solo da gay, sembra che questi ultimi non interagiscano con gli etero, che vivano in un mondo a parte. E invece sappiamo che non è così, che sono parte di una società che dovrebbe essere più aperta. A parte Doris e un collega di Patrick, Owen (Andrew Law), personaggi comunque secondari, sembra che i nostri protagonisti non incontrino nella loro strada altro che omosessuali. Ma a parte questo particolare, la serie è accattivante, Lannan ci mostra la normalità della vita vista da un altro punto di vista, quella stessa normalità che per molti diventa diversità e spesso purtroppo omofobia, che sfocia in crimini violenti verso gente che vive volendo essere semplicemente se stessa.


Quella stessa normalità che poi viene raccontata in maniera comica anche da "Modern Family". Ma guardando "Looking" ci si dimentica di trovarci di fronte ad una storia d'amore tra due uomini, un po' come succedeva in "The L Word" o come succede in "Orange is the New Black", in questi casi con un aspetto tutto al femminile. Perché fondamentalmente l'amore è amore a prescindere dal sesso, e non vuole essere una frase fatta, ma è ciò che appare indistintamente guardado "Looking", immagini contorniate da una bellissima scelta della colonna sonora, un'ottima regia ed un cast eccellente. Non ce ne voglia nessuno, ma l'abbiamo già detto in altre occasioni: pochi raccontano l'esistenza umana come i personaggi dei telefilm della HBO. In qualche modo questo network rende tutto talmente reale da dimenticarci che stiamo semplicemente guardando una serie tv.


Personaggi e doppiatori:

Patrick Murray (Marco Vivio)
Austìn (Daniele Giuliani)
Dom (Gianfranco Miranda)
Kevin Matheson (Andrea Mete)
Frank (Roberto Gammino)
Richie Donato (Raffaele Proietti)


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