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Incomodo, "Show" è il nuovo Ep


Con “Show” gli Incomodo riaprono il sipario sulla loro musica con un ritorno che non fa sconti a nessuno. La band guidata da Federico Calò sceglie la forma breve di un mini EP – tre tracce per due brani, come un vecchio 45 giri con A-side e B-side – per condensare un concept feroce e lucidissimo sulla contemporaneità. “Show” fotografa individui immobili, spettatori passivi di una realtà percepita come immutabile, intenti a osservare conflitti, violenze e derive morali come fossero scene di uno spettacolo già scritto. Il malessere non scuote più, diventa merce. È qui che gli Incomodo colpiscono più duro, mettendo in musica l’assuefazione collettiva all’orrore quotidiano. Gli arrangiamenti guardano agli anni ’90 con uno sguardo attuale: echi di rock alternativo, shoegaze e grunge emergono tra distorsioni controllate e dinamiche ben calibrate.

Un rock felpato nella prima traccia Show V.1 con un assolone old school sul finale, un atto d’accusa contro una società che trasforma il dolore in intrattenimento e l’indignazione in consumo rapido. Poca in realtà la differenza con Show V.2, con le chitarre più possenti - d'altronde proprio le chitarre sono marchio di fabbrica della band pugliese - ed una sfumatura lasciata all'orecchio dell'ascoltatore. 

A chiudere il cerchio arriva “L’ira di Narciso”, una ballata strisciante e velenosa che si insinua sotto pelle. Il brano affronta la distorsione del sentimento amoroso, trasformato in possesso, controllo e annullamento dell’altro. Anche questa deriva finisce nel grande “show” globale: un teatro crudele che osserviamo da lontano, fingendo che non ci appartenga. I testi di Federico Calò sono poetici ma essenziali, capaci di affondare gli artigli nella carne viva del presente senza cedere alla retorica. In un mondo patinato dai social, che ci vuole sempre performanti e sorridenti, “Show” arriva come uno schiaffo sonoro: un invito a smettere di guardare e iniziare, finalmente, a reagire.





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