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"Dolor y Gloria" di Pedro Almodóvar

“ Il Cinema della mia infanzia sa sempre di pipì, di gelsomino e brezza d'estate” “ Il vero attore non è chi piange, m a chi trattiene le lacrime” “ Sono l'uomo più solo che la morte abbia mai visto...” La continuazione in qualche modo naturale di  “La Pelle che abito”, per Pedro Almodóvar   è tornare dietro la macchina da presa con “Dolor y Gloria”, al centro degli applausi dell'ultimo Festival del Cinema di Cannes. Non sotto un punto di vista inquietante s'intende, ma sotto la luce (soffusa) dell'introspezione. Dire che il film è autobiografico non è proprio corretto. “Dolor y gloria”, procede nella linea retta della filmografia del regista spagnolo, con uno sguardo al suo vissuto, ai dolori di un giovane Pedro, fino alla consacrazione come regista. Nulla di diverso quindi, rispetto alle sue precedenti creature anzi, il film rappresenta un sunto di tutta la sua cinematografia. L'infanzia tormentata di un piccolo Salvado...