Spesso sottovoce, altre volte con un piglio deciso ma mai ridondante: questo è sicuramente il pregio di “Totem” ( Pandar Italia/Sugar Music distribuizione Artist First) , il nuovo disco di Emanuele Dabbono. Un'entità sì pop ma che riesce a liberarsi da certi standard stantii che si muovono nei contesti della musica italiana di oggi, dove vige l'uso e abuso di elettronica, dove tutto è urlato per prevaricare. La fortuna del disco è proprio questo: un ambiente intimo, una chiesa sconsacrata di Arenzano (GE) dove è stato registrato, in cui Dabbono si spoglia dell'etichetta di autore degli ultimi singoli di platino di Tiziano Ferro. Male non gli fa di certo, ma adesso, a 40 anni, al ragazzo genovese sta un po' stretto. Ed è giusto così, perchè il cammino fatto sino ad oggi da Dabbono lo si può comprendere ed ascoltare meglio in questo album che vira anche verso l'irish e sonorità più di respiro internazionale, commosso com'è ed emozionato, racconta e si racc...
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