Reynolds Woodcock (Daniel Day Lewis) è un famoso sarto “ossessionato” dalle sue stesse manie, “forte” delle sue abitudini che si ripetono sempre uguali e dalla compagnia della sorella, braccio destro e “segretaria tutto fare” anche dei suoi incontri amorosi, che non vanno al di là dell’estetica delle forme. Woodcock è un vero e proprio serial killer in tal senso, alla ricerca della “modella ideale” per i suoi abiti. L’incontro con Alma (Vicky Krieps), , una giovane cameriera, scompaginerà la sua vita mettendo a nudo le sue fragilità. Ovviamente non nel modo consono che una sinossi del genere potrebbe prevedere ma “nel modo” di Paul Thomas Anderson e del suo cinema, soprattutto quello più recente, fatto di sotto testi, dettagli ad alto valore simbolico che si prendono “la scena”, sempre in bilico, sul “filo” neanche troppo nascosto, ma altamente fragile tra normalità e follia. E’ una coltre morbosa che si ritrae su se stessa “ovattata” che trova il suo Paradiso, “la sua normali...
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