Un rit orno alle braccia materne, per placare i tormenti, a viso scoperto e senza paura. Sabrina Napoleone riappare per viziarci in “ Modir Min” (pubblicato da Orange Home Records), riallacciando un cordone ombelicale con le sue origini per cercare pace, per trasformare istinti primordiali, dolore intrinseco. Per urlare e buttare fuori un mondo. Una delle anime del Lilith di Genova, festival della musica al femminile, in questo album si muove tra una predisposizione al teatro-canzone, l'inquietudine del post punk e la poliedricità della new wave, già peraltro messa a nudo in “La Parte Migliore” che gli valse una finale alle Targhe Tenco nel 2014. Nell'essenza, in “Modir Min” c'è una trasvalutazione dei valori, come in Nietzsche. Seppur nella molteplicità di suoni ben dosati, c'è una connotazione molto forte che non fa smarrire l'ascoltatore ma che, al contrario – nonostante i contenuti chiari e netti di distruzione della società e di perdita di identità –...
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