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Intervista con Uross






Come nasce "L'amore è un precario" che a noi ha fatto venire in mente il blues, l'America e un certo sapore genuino di un tempo di stampo '70/'80: 

L'AMORE E' UN PRECARIO nasce come quasi naturale seguito di 29 Febbraio (Lo squilibrista) uscito nel 2011, primo lavoro ufficiale di UROSS. E se ti ha fatto pensare al blues è perché il blues c'era nel primo disco, c'è nel secondo....e credo ci sarà ancora. Il blues come essenza oltre che come matrice musicale, perché magari, per chi ci legge e  storce il naso al pensiero di Blues (ci sono, esistono e non sono pochi)... non è un blues classico, ma è piuttosto un meticcio...più che un cane da salotto di razza, sto disco è un bastardino che non ama stare al chiuso. Non sono un amante degli "standard" che siano blues jazz o di qualsiasi altro aspetto dell'arte si voglia parlare. Anche l'America c'è. A partire dal binomio più o meno recente Eddie Vedder-Sean Penn a DJANGO di Quentin Tarantino (provare EGO per credere, ma registrata durante credo le riprese del film; all'uscita del film eravamo ormai in fase di mastering quindi sarebbe improbabile pensare che sia stata una interferenza diretta. E' più un'interferenza "ancestrale" per dirla in maniera astrologa. Cè ancora l'AMERICA dei i deserti americani della California-Nevada e Paris Texas di Wim Wenders con le chitarre di Ry Cooder. C'è l'AMERICA più italiana che si sia conosciuta a livello planetario ovvero l'influenze del più "classico" binomio Sergio Leone-Ennio Morricone; poi ci sono gl'anni '70 con i Rolling Stones, Led Zeppelin (sempre incorniciati come antesignani HARD-ROCKER ma in realtà autori di ballate blues di una delicatezza disarmante); gl'anni '80  di The Joshua Tree degli U2 (dove The EDGE con 2 note suonate con il calore-colore giusto riempiva più del miglior assolo dei virtuosissimi chitarristi fini a se stessi piuttosto che funzionali alla song (parola di RON WOOD) e forse...ma molto forse, per alcuni aspetti c'è qualcosa di TOM WAITS e Bruce Springsteen dei pimi anni '80. Non so, dico per dire quello che m'è sembrato di risentire durante i missaggi ...Tutti questi pezzi messi insieme, possono essere gli elementi di un puzzle che mi hanno colonizzato il cervello, le orecchie e il cuore! Qunidi se dovessi immatricolare L'AMORE E' UN PRECARIO questo sarebbe il lunghissimo numero di targa. Poi, dico anche per fortuna, la gente che lo sta ascoltando associa tutt'altro tipo di riferimenti a cui io non avrei mai pensato. Mi piace il senso che ognuno da ad un lavoro..partendo dal concetto di zero. Non so nulla di te, e m'è sembrato di sentirci GARBO e i DIAFRAMMA, faccio per dire. (rido) 


Ahahah... Tralasciamo le recensioni con "accostamenti folli" a onor del vero più per certe atmosfere che per altro... 

Le citazioni sono onorevolissime, visto il tipo di produzione che questi artisti hanno lasciato negl'anni e soprattutto la coerenza mostrata nel corso del tempo... penso soprattutto a Fiumani, visto che Garbo, lo conosco molto meno. Forse però l'accostamento a Fiumani con Claustrofobikronico è proprio a voler "stare larghì". 

 Nei testi al contrario del titolo, si parla poco d'amore, l'amore è così precario da essere sul punto di scomparire oppure... e soprattutto qual'è la giusta chiave di lettura

Se dal punto di vista musicale la chiave di lettura t'è sembrata, credo anche onestamente il blues; parliamo della parte letterata del disco. Credo, quasi certamente che L'amore è anche meglio del Blues, perchè nella storia dell'uomo l'amore c'è sempre stato, il blues è decisamente più recente. Ma proprio per questo, cioè il fatto che l'amore è vecchio tanto quanto la creazione del mondo .. ci tiene sempre su una posizione di allerta, la tensione della vita e la rilassatezza della vita sono solo una corda che oscilla, e quella corda forse potrebbe essere l'amore. Quindi potremmo dire che il disco dal titolo con le parole AMORE e PRECARIO è solo una serie di riflessioni di quello che nella quotidianità non può essere asettico da entrambi i due concetti.  AMORE è PRECARIETà...se è vero che l'amore esiste da sempre, un suo elemento, la precarietà non può certo esserne una rappresentazione recente. Pio naturalmente c'è quel discorso per cui il concetto di precarietà ha invaso le vite di tutti i giorni in relazione al momento storico che stiamo vivendo. Ecco forse il bello è questo, avvicinare l'eterno, l'amore al contingente circoscritto al momento quindi il precariato. In realtà trovo una chiave di lettura diversa ogni volta che mi ci fanno pensare, forse è anche sempre sbagliata. So di non essere un tipo molto 
chiaro nell'esposizione filologica di un tema....quindi puoi anche mettermi un 4. 

 Le chitarre sono alla base delle composizioni, tanto che il lavoro fatto su esse rappresenta a nostro modo di vedere quasi la cifra stilistica  per quanto riguarda il versante musicale... 

Credo che nella musica tutto sia stato inventato, magari mi sbaglio ma certamente in un certo tipo di musica forse si, non è una mia verità ma è ben più vecchia, ma la condivido in pieno. quello che ci resta è cercare di dare una nostra impronta che per quanto scopiazzata quà e là, potrebbe rappresentare e dovrebbe, la cifra stilistica di un disco o di un artista. E' un pò come la pennellata di un pittore che per quanto simile non potrà mai essere del tutto uguale, a meno che non facciamo musica, libri, e  arte in generale con le macchine fotocopiatrici. 

 Qual'è il tuo metodo di composizione, sempre se ne hai uno... 

Avere sempre una chitarra nel raggio di un metro/metro e mezzo; scazzarsi e giocare a buttar le dita sulla tastiera; sembrarà presuntuoso, ma è la musica che viene da te...almeno all'inizio, poi noi diobbiamo solo "addomesticarla"; ed ognuno è domatore secondo il proprio gusto. 

Come vedi la musica in Italia oggi, 2013... indipendente o meno... c'è qualcuno che ti piace? 

Credo che il mondo indipendente è "falsamente " definito indipendente, poiché non esiste un prodotto indipendente al 100% che riesca a gestire produzione, promozione e live riuscendo a camparci in maniera dignitosa. Quindi il circuito indipendente è assai meno INDIEpendente di quello che si voglia far credere....almeno oggi...che è proprio come dici tu il 2013. Qualcosa di nuovo che mi piace in Italia? Non so non ascolto molta musica italiana, come avrai potuto capire. Invece ci sono cose nuove che mi piacciono ma arrivano o dall'America o dall'Australia. E' anche un modo per tenersi alla larga dal cliché della "nuova" musica "indie" italiana; personalmente non trovo cose così interessanti secondo il mio gusto oggi in Italia. (immagino cosa penseranno gl'italiofili del rock nostrano leggendo st'intervista...e rido) 


Date live per i nostri lettori da segnalare e ovviamente... progetti per il futuro

Al momento sto preparando la scaletta per portare in giro L?AMORE è UN PRECARIO, senza dimenticare a casa 29 FEBBRAIO (Lo Squilibrista). Non ci sono ancora date ufficiali, anche perchè ultimamente si è passati dal cachet LOW BUDGET al cachet a ZERO BUDGET, come se il musicista fosse un supereroe capace di nutrirsi del feedback prodotto dall'amplificatore. Contemporaneamente sto cominciando il "casting" per le tracce che entreranno a far parte del terzo lavoro ufficiale, a cui probabilmente comincerò a lavorare dalla fine della prossima estate. Spero di riuscire in un lavoro più veloce e di petto, senza troppi ripensamenti e marce indietro, perchè se faccio un bilancio tra il primo e questo secondo disco, questo aspetto lo ha reso un lavoro più "fresco" dal punto di vista esecutivo. In generale aspiriamo sempre al nostro stesso superamento, a fare meglio, perchè lo stimolo è l'aiuto e la forza motrice della nostra esistenza, quindi proverò ad essere più de core e meno de cervello, cercando di dare il giusto feeling tra questi due BLUES BROTHERS. 

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