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Pico Rama - Il secchio e il mare



A distanza di due anni da "La danza della realtà" torna Pico Rama  con "Il secchio e il mare", con Marco Zangirolami alla produzione artistica (una sicurezza) e qualche ospite illustre a cominciare da Dargen D'Amico. Un album brillante, intelligente ricco e vario da ogni punto di vista lo si guardi che non perde coesione nell'ascolto, anzi, man mano si evidenziano sempre più i tratti distintivi dell'opera, il ragamuffin, un'elettronica mai invadente, la sperimentazione, i giochi di parole colti e mai banali, il tutto è reso anche visivamente da  Emila Sirakova nel booklet dell'album. Un lavoro che pur muovendosi su standard elevati, riesce a mantenere una leggerezza di fondo, che lo rende godibile già da un primo ascolto, a cominciare dal primo singolo estratto, non a caso, "Cani bionici":coi synth vintage e Dargen D'amico, traccia sinuosa e assolutamente orecchiabile, davvero ben congeniata : "ora vedi codici di cani bionici", per proseguire con  "Alla corte del pazzo": dove"danza la realtà", che ha un appiglio melodico che ricorda "Contessa" di Ruggeri , con un incedere da giullare eppur solenne, con un gran testo, ottimo l'uso dei cori e il lavoro di ricamo elettronico, "Manitù": "è più della somma degli addendi"è intrigante e accattivante e il lato pop del nostro si esprime al meglio tra i giochi di rime :" è roccia è vento è goccia è il fuoco della torcia è il lotto che sboccia la noia la gioia il ragno la voglia la gloria la boria il morto il boia"."L'amaca": con Seppiah, "a volte ozio a volte otium letterario" è assolutamente trascinante e vive anche essa di  giochi di parole incisivi e melodia, "Modo nuovo": "... per un nuovo mondo", calano i giri, l'atmosfera si fa soft, il corpus si vena di soul, ancora i cori in evidenza e da rimarcare un ottimo bridge arrembante a tinte elettroniche. "Thor e Fatima": "vanto dell'umanità, il dominio della pace e dell'estetica oltre l'etica modernità collerica" anche essa orecchiabilissima è intrisa di sonorità retrò e ha un gusto epico, visto anche il tema trattato. "Il secchio e il mare": la titletrack è un vero e proprio gioiello, tra soluzioni strumentali, variegata e accattivante con un ottimo arrangiamento e un testo che lascia senza parole "per compensare antiche mancanze", "Rosa quantica": tra eros e matematica per decifrare"desueti alfabeti" con Danti che rende palese ovvero traduce la poetica del nostro "la marea acquea bacia la litoranea finire alla linea corporea femminea delinea la sezione aurea con la mano la tua rosa quantica con blando coraggio toccherò, non piangerò se mi pungerò combatto la matematica", "Dopo il patto rise": "pregustando ciò che accadde poco topo dandomi la caccia come con il gatto con il topo" è una filastrocca cupa e ficcante, con un finale celestiale "da angeli travestiti", si chiude con "Libero caotico": pianoforte e spifferi e vociare in sottofondo, poesia in progress è il testo, come se ogni frase ne generasse una nuova, un vero e proprio flusso di coscienza insomma:" ma non mi basta l'unzione per la santa assoluzione per dove per quando per Giove".  

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