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Metafisico Equivoco - Rats



4 brani dopo quasi un ventennio d'assenza discograficamente parlando di cui i Rats hanno fatto completamente tabula rasa, che non è quella elettrificata dei compianti CSI, ma ha a che fare con la pretesa di suonare come se fossimo fermi a quegli anni li... 4 brani che per come sono scritti, strutturati e arrangiati sembrano appartenere davvero a quel periodo, quando Litfiba e Ligabue diventavano pian piano star, tra El Diablo e Marlon Brando e Massimo Riva provava a staccarsi da Vasco...4 brani fermi, immobili, due, il primo e l'iultimo sufficienti per il contesto, gli altri due buoni per i rockettari di Maria De Filippi.
Appurato il non cambiamento dei nostri, va anche detto che ai tempi di Chiara e Padre Nostro (per non parlare del periodo del mitico C'est disco) c'era sicuramente un altro spirito, quanto meno per quello che concerne gli ascoltatori di allora, a cui i nostri erano di certo più vicini quanto meno anagraficamente e il risultato pur non spiccando del tutto portava con se alte dosi di sincerità e credibilità,oltre che pura energia rock, va anche detto che lo scrivente ha proposto Non c'hai ragione a chissà quanti falò e questo ritorno è un tuffo nel passato, ma è evidente altresì che se la band punta oggi, adesso, a un target adolescente... è davvero "fuori tempo... come un debito scaduto":   

"Metafisico equivoco": "perchè se sei te ti perderò"... pop rock classico alla loro maniera, con parti lente alternate ad altre più sostenute, con una melodia banalotta quanto meno prevedibile... in una sola parola: radiofonica:
"aspettando immobile un destino stupido"

"Stai con me (fino alla fine)": ballad classica che di più non si può, passabile fino alla strofa, poi..."stai con me fino alla fine tu che sai come me che non c'è confine tra il male e il bene" in un svilupparsi melodico e strutturale talmente ovvio, che sembra che Wilco e soci non abbiano ascoltato altra musica che la loro o quella di Ligabue (l'enigmatico weewee che chiude ogni ritornello) in tutti questi anni: 
"e il mondo che cade o sono io a volare"

"Un altro regno fragile": "sono felice come un re non c'è più la mia regina è tutto è facile volo tra le nuvole pronto a conquistarmi un altro regno fragile"... basterebbe il testo del ritornello da adolescente tormentato che cerca di uscire da una storia finita male a dire tutto, stendendo un velo pietoso sul dipanarsi strumentale:
"nel letto rimane soltanto un piacevole vuoto" 

"Pioverà davvero" : "e intanto aumenta il peso sullo stomaco"... ballad essenzialmente acustica che non sposta di una virgola il discorso musicale in toto, ma che mantiene una sua dignità e piacevolezza dell'ascolto, vale un pò per quanto già detto per il primo brano: 
"voglio una pioggia fortissima che porterà via queste nuvole con tutto ciò che ora è inutile lasciando il meglio per noi"

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