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Intervista con gli Avvolte




Abbiamo definito l'album, un lavoro intenso, avvolgente, poetico e maturo nel senso più nobile del termine... come dunque nasce e cresce "L'essenziale è invisibile agli occhi"?

Ti ringrazio molto per le buone e sincere parole che avete speso nei confronti del nostro nuovo lavoro.
Ogni disco è un momento di crescita, durante il quale il gruppo “si guarda allo specchio”, si mette in discussione e cerca di migliorarsi e crescere rispetto alle esperienze precedenti. Sicuramente abbiamo dato il massimo di noi stessi, come la passione che brucia nel petto di due giovani innamorati, così ogni disco per noi è come un nuovo amore che richiede un coinvolgimento totale. Per questo lavoro abbiamo nuovamente cercato noi stessi lasciando all’istinto e ai sentimenti il giusto spazio per scrivere i nuovi brani. Non ricerchiamo utopicamente la perfezione, ma piuttosto lasciamo dire a voi se il risultato vi piace.
Questo album è stato scritto in breve tempo, ma ha visto la luce solo dopo due anni di lavoro, necessari per far sedimentare la musica e i testi scritti, al fine di poter essere "lucidi" per valutare se tutto ciò che era nato, meritava di far parte del nuovo percorso che gli Avvolte hanno intrapreso. 

Ci raccontate come sono nate le diverse e riuscite collaborazioni con gli artisti coinvolti?

La maggior parte delle nostre collaborazioni sono nate sui palchi in giro per l’Italia. Per citarne alcune, con Lydia Lunch abbiamo suonato e girato insieme per 18 date ed è stata un’esperienza formidabile, Roberto Angelini lo abbiamo conosciuto durante un live con Niccolò Fabi, i Sikitikis ci hanno accolto a braccia aperte due anni fa in Sardegna, quando abbiamo condiviso il palco del Kalarock Festival. Quando abbiamo deciso di avere degli ospiti ne “L’essenziale è invisibile agli occhi”, ci siamo preoccupati di coinvolgere solo musicisti che avessero la nostra stessa attitudine musicale ed ad ognuno abbiamo proposto una canzone scelta appositamente.

A parer nostro non avete ancora avuto il successo che meritate, è una nostra fallace "impressione di luglio" oppure anche voi sotto sotto...

Penso che sia molto difficile scalar la montagna per arrivare in vetta, ma una volta compiuta la scalata, ancor più impegnativo sia restare in piedi per ammirare il panorama circostante conquistato.
In questi ultimi anni gli Avvolte hanno deciso di provare l'ascesa e forse solo quest'anno hanno incominciato ad intravedere la vetta tanto ambita. Se poi la raggiungeranno e resisteranno a ciò che troveranno, solo il tempo può dirlo. Dal canto mio l'importante è continuare a camminare con passo costante, seguendo una rotta comune, restando uniti anche quando e se le energie verranno meno.


Provate a gettare uno sguardo sulla musica italiana odierna indie o meno che dir si voglia, che ci vedete e dove e se, vi collocate in qualche modo o luogo...

Il panorama italiano odierno mi stupisce e mi sorprende sempre meno.
Sicuramente non spenderei nessuna parola per la musica dei talent show che nella maggior parte dei casi nasce e muore in una stagione, piuttosto nell'ambito indie ogni anno mi capita di scoprire nuovi artisti e gruppi che ascolto con piacere, ma anche qui, credo che molti di questi progetti millantino originalità e carisma, ma siano vuoti quanto i prodotti spinti dai talent show, però fanno parte del sottobosco perchè troppo deboli per arrivare a competere con i numeri dei prodotti di massa. Il nostro modo di far musica non ha mai seguito mode o correnti musicali del momento, quindi nel bene e nel male penso che le nostre canzoni siano atemporali. Se dovessi limitarmi a identificare un genere musicale, potrei sicuramente ritrovare i nostri testi nel cantautorato italiano degli anni 80/90 mentre gli strumentali vanno a pescare nelle sonorità noise/rock americane.

Quale sarà il futuro degli Avvolte, date live da segnalare ovviamente, ma ci riferiamo ai progetti futuri, se avete già ben chiaro in che direzione andrete a parare...

Attualmente stiamo preparando il secondo video, che come è stato per "Nessuna rete", ci sta impegnando molto personalmente. Per questo disco i video hanno una vita propria e stanno diventando un completamento di ciò che la singola canzone racconta.
Da ottobre inizieremo il tour italiano che porterà in giro uno spettacolo del tutto nuovo. Per ora ci stiamo divertendo a provarlo in sala e speriamo che possa emozionare il pubblico come sta emozionando noi.


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