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Riflessi di me - Francesca Michielin



Non si può davvero parlar male di Francesca Michielin punto. Non lo meritano lei e il suo talento che prima o poi sboccerà del tutto... ma non si può davvero lanciare una 17enne col cantare robe che farebbe fatica la più scafata delle interpreti, a farle fare la Laura Pausini de' noiartri o l'Elisa dei poveri... il tutto raggelato e conformato in una iper produzione davvero stucchevole...  per dire che  Honey sun è l'unica canzone scritta interamente di suo pugno ed è il brano migliore dell'album... inevitabilmente.
Lunga vita a Francesca che si dimostra versatile vocalmente e che accetta per forza di cose la standardizzazione, il tentativo di ammiccare a quella o a quest'altra artista, Elisa comunque compensa, mette qualche toppa e i brani in generale risultano essere di levatura, ma ci mancherebbe altro verrebbe da dire... ma questo non è il disco di Francesca Michielin, ma il disco costruito attorno ad essa ed è un errore madornale perchè se XFactor si vanta di lanciare gli artisti veri, era giusto che Francesca compisse il suo volo senza stereotipi, che non fosse mutilato il suo talento per beceri fini commerciali, è inutile girarci attorno.

"Sola": primo singolo estratto, ancora la coppia Elisa/Casalino, dopo il successo di "Distratto", il brano è di impatto e ben costruito,  melodicamente niente di eccezionale, con un discreto bridge sul finale e un'ottima interpretazione vocale di Francesca:
"risposte troverai prima o poi in fondo all'amore che ti renderà più forte che sarà una buona amica anche la solitudine"

"Arcobaleni": "perchè sei l'angelo alle mie spalle"... altro brano ben confezionato con l'attacco dance del ritornello strasentito ma efficace, anche se non sembra l'habitat naturale di Francesca:
"ti porterò degli arcobaleni per sorridere e piano asciugherò i tuoi pensieri dalle lacrime"

"Quello che vorrei": "... è una spiaggia vuota in piena estate... sei soltanto tu"...  rispetto alle tracce precedenti qui i passaggi melodici sono meno scontati (la musica è della stessa)  e i colori della voce di Francesca ci sembrano decisamente più a suo agio, buono l'arrangiamento:
" e se è vero che noi abbiamo solo cielo"

"Mai più": "... messa da parte, senza speranze"... ballad emozionale che cresce, confezionata ancora una volta a dovere... il testo di Matteo Valicelli è una sorta di "gli uomini non cambiano" con ben altri risultati specie se cantato da una ragazza di neanche 18 anni... 
"la cosa importante è quello che lasci di te, non mi sfiora neanche quello che pensi di me"

"Se cadrai": un sound e un dispiegarsi emo/pop che non emoziona, stecca stavolta anche Elisa... il brano è banale e ripetitivo per non parlare del testo di Bonazza... 
"io ti proteggerò anche se non ho ali"

"Tutto quello che ho":"... più di questo non c'è"....  Elisa passa alle parole e non dispiace, un pop rock senza pretese,  dove è l'interpretazione convincente di Francesca a far la differenza:
”Tu non sarai qualcuno che dimenticherò, non mi sono mai sentita più inutile, non mi sono mai sentita più fragile”

"Distratto": che dire ancora del brano che ha vinto la scorsa edizione di X Factor? 
"se non fa rumore l'anima che quando sei qui davanti non si illumina è perchè non ne sento il calore"

"Il più bell'abbraccio": un brano alla Laura Nazional Popolare per dinamiche strutturali e armoniche e persino nel cantato con quegli uhumm a fine strofa, tralasciando gli altri gorgheggi,  per non parlare delle aperture del ritornello... 
"Non ho che un ricordo poco nitido, un particolare che non so più dimenticare"

"Riflessi di me": "se chiudessi gli occhi amerei ogni parte di me" scritta da Virginio e Francesca, con musica di Elisa, il brano finisce con il risultare uno dei più validi dell'intero lotto, grazie ai suoi cambi di ritmo e all'arrangiamento con tutte le virgolette possibili che oseremo definire "beatlesiano": 
"e con questo specchio che non smette di chiedermi di essere qualcuno che non c'è"

"Honey sun": interamente scritta dalla stessa, arrangiata solo chitarra e voce, è la prova se mai ce ne fosse bisogno che i talent uccidono il talento, giochi di parole a parte... è lampante, perchè questa canzone vale da sola tutte le altre.

"Non mi dire": "i finti dottori i finti professori"... musica e testo di Elisa per un funky leggero e scanzonato abbastanza scontato nel suo dipanarsi, assomiglia a un brano di Giorgia rigorosamente estivo:
"fin troppo facile fingere di sapere parlare solo per sentito dire"

"Un nuovo nome": "questa notte sarà per me senza fine e mi darà un nuove nome per difendere ciò che ora sembra impossibile" scritto interamente da Emal Meta, altro brano pop leggerino e banalatto, usiamo i vezzeggiativi lo sappiamo... ma siamo di fronte davvero a poca roba, specie per gli spunti melodici, assolutamente stantii.

"Indelebile": "e come le onde ritornerai"... il brano che chiude l'album è una pop song abbastanza fresca e gradevole nel suo dipanarsi, la musica è firmata Elisa, falcidiata da quel "me me me" che vuol tanto apparir come una genialità e invece è quello che è... un espediente che può andar bene una volta, ma ripetuto ad oltranza...
"tra i ricordi e immagini sentirò una voce dentro me me me"

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