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Inno di Gianna Nannini




Buon ritorno sulle scene per Gianna Nannini, ormai maggiorenne discograficamente parlando, si tratta infatti dell'album numero diciotto, prodotto da lei stessa e Wil Malone che ha diretto la London Studio Orchestra, un prodotto sicuramente di spessore, registrato a Londra tra il Rak e il celebre Abbey Road Studio, che si avvale nel supporto ai testi di Pacifico, presente in metà album oltre a quello di Tiziano Ferro e Isabella Santacroce, fra gli ospiti ci sono anche Christian Eigner e Peter Gordeno rispettivamente batteria, pianoforte e tastiere dei Depeche Mode e Francis Hylton, al basso, musicista degli Incognito... 
tra melodie convincenti e arrangiamenti di pregevole fattura, la voce è sempre intensa, forse l'unica a potersi permettere di enfatizzare così tanto nell'interpretazione risultando credibile. “Inno è un’ode alla rinascita” dice ed è un lavoro sostanzialmente pop che mischia sapori nostalgici ad improvvise aperture melodiche, che non tralascia il blues e il rock nei brani più ironici e pungenti. C'è qualche brano non all'altezza all'interno e qualche testo dove si eccede in rima, ma si rimane sempre nell'ambito della sufficienza. Quello che manca è forse la Nannini prima maniera ma è evidente che il suo percorso adesso è tutt'altro.

"Chorale": un coro per 20 secondi appena 

"Indimenticabile": "dove finisci tu comincio io"... atmosfere anni '80 per un brano molto melodico e strutturalmente molto semplice, forse troppo, con la voce di Gianna che si libra sorretta dagli archi, non convince in certi punti il testo : 
"non hai mai smesso di farmi dire si all'amore"

"Nostrastoria": "la fine della storia non la voglio vedere"...un mood retrò, con riferimenti ancora agli anni '80 nella strofa e con melodia anni '60 nel ritornello, con stop and go a dar risalto alla voce ariosa che va da se e la chitarra elettrica a punteggiare, rispetto al brano precedente il miglioramento è evidente, il testo è di Tiziano Ferro:
"perdiamo in due ad ogni sfida di protagonismo"

"Danny": "con il cuore ti schianti davanti a un'emozione"... ancora profumi anni '60 nell'arrangiamento in primis con i tanti inserimenti strumentali d'accompagnamento, da nostalgia d'estate che finisce, senso di perdita... in questo brano la voce è meno protagonista ma è ottimamente amalgamata nel contesto:
"questo amore me l'hai insegnato tu"

"Ninna Nein":"sarà per sempre amore quello che avrai da me, ricorda che a nessuno l'ho dato come a te" brano di stampo classicheggiante,  con un sound delicato e morbido con i violini in evidenza, verosimilmente dedicato alla figlia:
"sei sempre stata grande e tutto sembra nuovo cammino insieme a te nello stesso fuoco"

"In the rain": "è il passato che commuove ma non farlo ritornare"... eccessivamente pop italico nella melodia e melenso a tratti nel testo, ottima la strofa meno il ritornello, il bridge non dispiace, il brano alla fine è comunque convincente nel suo insieme

"Scegli me": "il mio bacio è come il rock avvelena l'esistenza" finalmente le chitarre elettriche e un ritmo sostenuto e giocoso, irriverente e divertente il testo... l'insieme è trascinante anche per l'ottimo arrangiamento:
"io lo so che te ne vai non si vince senza perdersi"

"Inno": "che bello vivere se vivere è con te" la titletrack ha un incedere pop d'antan nella strofa con un ritornello che cerca la finezza del canto nella melodia per poi esplodere in tutta solennità nel bridge dove la voce di Gianna è perfettamente un tutt'uno con gli strumenti... piccola curiosità, il brano accompagnerà la campagna elettorale di Bersani e... soci: 
"mi ricordo di te sorso d'acqua tra le dita se ti stringo vai via pioggia ò acqua tornerai"

"La fine del mondo": "voglio il Paradiso e tu non sai cos'è" grande ballad, costruita per pianoforte e chitarra elettrica dove la melodia si prende facilmente la scena e la Nannini non fa di meno, uno dei migliori brani del lotto, scritto assieme a  Michael Busbee, Steven McMorran & Justin Gray :
"la fine del mondo sei tu che te ne vai alla fine di un giorno che non finisce mai" 

"Dimmelo chi sei": "Trema questa terra la paura non ci ferma"... il brano più tirato e rock e anche uno dei più sociali dal punto di vista testuale... col suo incedere da filastrocca distorta non banale nell'arrangiamento convince in toto:
"e forse il paradiso c'è"

"Lasciami stare": "io per te ci sarò sempre"... ballad pop con pregevoli aperture melodiche nel ritornello, benchè il tutto ricordi dell'altro, il brano è comunque ben arrangiato e di sicuro impatto, malgrado qualche banalità testuale:
"vuoi baciarmi adesso tanto è lo stesso non fare presto..."

"Tornerai": "tutti noi siamo fragili è per questo che ci amiamo" piace la partenza minimal e l'atmosfera che cresce di intensità, così come il testo di Isabella Santacroce, con riferimento ad Elsa Morante e  dedicato al padre, classico e moderno nello stesso tempo l'arrangiamento, peccato che in certi passaggi melodici sembri una "Sei nell'anima" parte seconda

"Sex, Drugs and Beneficenza": "tra un uomo che prega e Dio c'è una gran distanza" con un titolo del genere ci aspettavamo un altro pezzo tirato... e infatti Gianna si affida a un blues ironico e travolgente per raccontare la sua visione dell' "Italia" e dei politici dai tanti sorrisi falsi...
" e l'Italia è stanca se ne va in vacanza"

"In camera mia": "mi illumina il tuo corpo immerso nelle favole"... una poesia struggente sugli archi recitata come si deve chiude più che degnamente l'album:
"Non si diventa bambini subito ci vuole tutta una vita"

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