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Paletti Resoconto Live Rassegna Macondo Mazara del Vallo 12/01/2013




Essere media partner di una serie di eventi comporta, comporterebbe, il fatto che si parli bene a prescindere dell'evento di per se... (anche se non è sempre così)ma è proprio per questo che abbiamo accettato di collaborare con Rassegna Macondo, del resto ci immaginate dover essere costretti a scrivere panzane? O ancor peggio a tirar fuori del buono da...?
Questo discorso introduttivo ci viene fisiologico perchè quando salutiamo Paletti alla fine del concerto per metterci d'accordo per un'intervista che uscirà su queste pagine nei prossimi giorni, lui stesso ci chiede, vi è piaciuto? Ecco, il poter rispondere di si senza alcuna esitazione, ci fa intanto stare bene con noi stessi e passateci il termine abusato ma da l'esatta "cifra stilistica" della rassegna in se, che in quanto a qualità ne ha da vendere, realizzata da in primis "persone" e allo stesso tempo "musicisti" che si fanno in quattro per... ci siamo capiti insomma... 


Venendo al Live tra Dominus e Scartati, Paletti non erige barriere e regala anche brani che finiranno nel primo album vero e proprio che dovrebbe uscire in primavera, come il singolo futuro forse "Portami via", nella melodia della strofa un pò del primo Niccolo Fabi che non dispiace e riproposta anche come bis insieme all'immancabile Adriana e da Cellula cover dal primissimo Battiato. 
Gli arrangiamenti di sicuro impatto, diretti e senza fronzoli, hanno un non so che di Clash per i ritmi in levare di alcuni brani o di CCCP in La nostra città (il riff o meglio le note di chitarra ricordano Per me lo sai) ma i commenti e gli accostamenti si sprecano durante e dopo il concerto, fra quelli che chiameremo "gli ascoltatori", a parte i riferimenti ovvi (quelli più cantautorali classici come Gazzè, Battisti, lo stesso Battiato), c'è chi ci vede i Police e chi Ivan Graziani o addirittura  anche... lasciamo stare... anche perchè noi stessi su disco in alcuni passaggi ci sentivamo Beck...


Tutto questo non per dire che il nostro sia derivativo ma che riesce ancor più che su album (7 canzoni più una fino adesso a dirla tutta) a mettere insieme accuratamente e con dovizia di particolari diverse frecce del suo arco, mischiando in maniera coraggiosa e atipica un certo sound inglese (e questo nel live è evidente) con il meglio della nostra canzone d'autore meno legata a schemi/stilemi, della fine degli anni 70 ( ad esempio Alla mia eta') ai primissimi 80, con un tiro sicuramente notevole e mai banale, moderno e fresco,dunque attuale. Non cercando mai situazioni che scadono nell'ovvietà, tutt'altro. Riuscendo così ad esprimere in toto quella che è la sua unicità e la sua diversità rispetto per così dire ai cantautori degli anni zero, c'è una cultura, un territorio musicale che il nostro ben conosce ed esplora, rielaborando ed aggiornando il tutto con intelligenza soprattutto e ovviamente talento.

L'atmosfera poi al Macondo è sempre gioiosa e "polleggiata" e il nostro si cimenta in foto carnevalesche nella cornice preparata ad hoc dagli organizzatori in collaborazione con Fotofool, prima e dopo si ferma a firmare autografi e a disquisire dei brani o quant'altro... e noi siamo lieti ancora una volta di non dover scrivere cazzate, anche se lo sapevamo benissimo prima di accettare (anche perchè non l'avremmo fatto) ... restiamo dunque fiduciosi in attesa del primo long playing di Paletti e del nuovo ospite della Rassegna Macondo.

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