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iVenus - Dasvidanija




Amore, Provincia, Pop, Punk e tastiere a iosa... buon ritorno per iVenus che vanno a mille in questo capitolo secondo dopo Tanz, dove Dasvidanija la titletrack è l'unica dove la band allenta i giri. I brani sono tutti costruiti e arrangiati in maniera oculata per colpire l'ascoltatore e risultano essere abbastanza variegati nelle soluzioni strutturali e l'album nel suo insieme ha una coesione importante e testi e musiche vanno di pari passo, di contro la proposta nel suo insieme non è di certo nuova e non è foriera di novità sostanziali ma a differenza di  prodotti simili, la coesione a cui accenavamo poc'anzi non porta a risultati monocordi e tutto scorre via che è un piacere:

"P.O.P. (Persistent Organic Pollutant)": "voglio vivere nel pop io non ci stò" dopo un intro antico partono i riff taglienti di chitarra e si intravede il piglio punk con le tastiere in evidenza nella parte finale, melodicamente in certi passaggi può ricordare "la guerra è finita" dei Baustelle: 

"Supergiovani annoiati candidati all'obitorio
di che pace vi lagnate tra penolle in consultorio
oltre il centro commerciale, oltre il porto e la statale la notte profuma, la notte profuma,
la notte profuma, om jhai guru diva!"

"The Great Capitombolo" feat. Numero 6: "santo dio io non mi innamoro più" siamo in territori power pop, dove è bello e complice l'incontro tra la melodia e l'assalto ritmico:

"Settembre": "e i nostri artisti preferiti che purtroppo i tuoi vicini non conosceranno mai e adesso ridi forse stavolta è colpa mia" decisamente orecchiabile, si può parlare di punk elettronico alla maniera dei Cani

"C'est La Vie, Mon Amie": alternanza tra parti rock di chitarre incalzanti che giocano a scambiarsi il ruolo coi le tastiere per riempire un sound più scarno con un ritmo in levare, convince pienamente:

"Leviamoci i vestiti dai
non serviranno a niente,
l'affitto è ridicolo
c'è spazio anche per lui".

"Mangianastri": "allora fiutavo un futuro decente.. mi spaventa la novità" evocativa nel ritornello con le tastiere a intervallare.

"Grazielle" electro punk senza dimenticare la melodia: 
"Tre noccioline ed un caffè corretto solitudine, che cosa volevi di meglio?"

"Ventricoli" riff alla "Smells like teen spirit" per una canzone d'amore sui generis:

"E tutto quello che io non ho detto, poi l'ho fatto, si l'ho fatto.
E tutto quello che io non ti ho detto si l'ho fatto, si l'ho fatto.
E tutto quello che io ti ho promesso non l'ho fatto, l'ho disfatto.
E tutto quello che io non ho detto poi l'ho fatto, l'ho rifatto."

"Rembrandt":... e il suo strabismo come punto di visione della società moderna, botta punk con una strofa trascinante, ma anche il ritornello non è da meno:

"E dico quello che voglio, quello che voglio
E dico quello che voglio, solo quello che voglio anche se sbaglio
io dico quello che voglio, quello che voglio
io faccio quello che voglio."

"Dasvidanija": il ritmo si abbassa, ballad melodica e ben costruita, l'atmosfera tenue ben si sposa con l'ironia vendicativa del testo:

"Ho una gran voglia di guardarti, una gran voglia di vederti star peggio di me."

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