Passa ai contenuti principali

Fine Before You Came - Come fare a non tornare




Tornano i Fine Become You Came con "Come fare a non tornare", cinque pezzi forieri di novità per il loro tipico sound, i nostri per così dire allentano i giri e arricchiscono il tutto di sfumature, impressioni, suggestioni... ma scarni, efficaci, dritti alla meta.. e potenti come sempre. Su un mood di matrice post rock la band con la solita sincerità affronta con disillusione la realtà, affidandosi a frasi che sono sentenze, macigni nella loro ripetizione e nella loro forza intrinseca, creando un corpus granitico e denso che non può non ammaliare l'ascoltatore:

"Discutibile": Una frase ripetuta: "Battiamo i lividi per mantenerli sempre viola / per ricordarci che san fare ancora male /" un tempo marziale e sinuoso che abbraccia la melodia del ritornello e un robusto bridge strumentale post rock

"Alcune certezze": "Per quanto io mi sforzi non capisco l'eccezione che conferma la regola / eppure penso che in parte si riferisca a te / che le tue doppie negazioni non affermano mai" post rock ancora e atmosfera malinconica, diradata, che cresce d'intentisità ben esplicitata in: "Non cambieremo mai"

"Il pranzo che verrà": evocativa e potente all'inizio a cui fa seguito un momento di stasi quasi a sintetizzare tra il dopo riflessione o meglio "la presa di coscienza" e l' amarezza che ne sovviene... la quiete dopo la tempesta "e finalmente ascolterai cosa ho da dirti non è vero che non ho imparato niente"

"Una provocazione": piglio deciso e d'impatto con le chitarre in evidenza nella prima parte poi i giri si abbassano ancora una volta "come i bambini vorrei correggere i disegni / finché non fan schifo, il foglio si buca / e poi si convincon che va bene così"

"Dura": perfetto contraltare della prima traccia con ancora una frase ripetuta ma qui i nostri puntano tutto sull'atmosfera e grazie anche a un uso appropriato dei cori, riescono a rilasciare sicuramente un brano suggestivo giocato per sottrazione, si ascoltino i tempi della batteria ad esempio, che serve ad accrescere la tensione:
" Niente di tutto questo mi piace davvero / ma so che la mia fortuna è averlo / cosa vuoi che ti dica, vado avanti così finché dura / passo dalle vittorie alle sconfitte senza combattere battaglia alcuna".

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...