Simone Piva & I Viola Velluto - Polaroid... di una vecchia modernità



Appena 4 brani, 4 fotografie, nitide, chiare e soprattutto decise e dirette, i nostri non fan rivoluzioni anche se ne parlano spesso nei testi, il loro è un rock potente con tutte le varianti della singola traccia, non dispiacciono in quanto i brani sono tutti di più che discreta levatura,  danno però nell'insieme l'idea di già sentito o di aver forse confezionato troppo i brani adeguandoli a determinati canoni pop rock. Premesso questo nel complesso il lavoro non è affatto male, anzi suona e arriva che è un piacere, li attendiamo con curiosità alla prova sulla lunga distanza:

"Cronaca di una fine annunciata": reggae/ska piacevole, ben costruito... ma è la frase finale che si prende la scena: "questa è la storia di una ragazza questa è la storia della mia mamma", non  ricordo chi del team di Vasco, commentò anni addietro che la credibilità ai 4 amici di Gino Paoli l'aveva data appunto il finale di Vita Spericolata... si può dire lo stesso o quasi, con i dovuti paragoni per questa prima canzone

"Ok man": "basta guardare le facce che portiamo" rock/metal, riff precisi e potenti e impronta decisamente pop:
"solo i buoni muiono presto e quelli come noi staranno in giro ancora per un pezzo" 

"Fede abbi fede": pop rock ben strutturato ... piacciono le dissonanze di chitarra elettrica a diversificare il brano "d'altronde è vero che le uniche rivoluzioni che sappiamo fare sono in centro all'aperitivo del sabato"

"Vamos Companeros": "dai che lo sai anche tu che siamo più artisti che operai"...  rock a tinte blues con decise virate melodiche nel ritornello "Cambiamo il mondo, perchè tutti gli altri scherzano"

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