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Un piano perfetto di Pascal Chaumeil


Quando i francesi giocano a fare gli americani, nel senso di commedia sentimentale americana o ancor più in quello meno nobile di girare "Un'americanata" in piena regola, non ci sono molte differenze perchè comunque il tocco rimane e sarà diverso dal cinema americano del suddetto genere.

Dopo "Il Truffacuori" Pascal Chaumeil torna dietro la macchina da presa con questo "Un piano perfetto" che perfetto non è affatto.
C'è una premessa assurda,che sta a metà tra superstizione e leggenda, ma sulla quale poggia tutto il film, "ogni primo matrimonio della nostra famiglia non funziona, ergo Isabelle (Diane Kruger) che vive da dieci anni con Pierre,(Robert Plagnol) cercherà di ovviare, sposandosi prima con uno sconosciuto(Dany Boon)all'insaputa del suo promesso sposo; c'è la ricerca, ricca di comicità, nel trovare uno sprovveduto e ingenuo che accetti senza saperlo di fare dunque il primo e c'è il finale già scritto in quello che vi abbiamo detto poc'anzi.
Probabilmente se il film fosse propriamente americano, sarebbe stato decisamente più sfarzoso e ancor più improbabile nella premessa, le gag derivate dalla situazioni sarebbero finanche state più spassose e più dirette e il finale, beh quello è... ma di certo si sarebbe ricorso ad espedienti più vistosi dal punto di vista visivo.
In questo caso, fatta salva la premessa, c'è un buon spunto narrativo, che è quello di raccontarne la storia, in una cena di Natale per un'amica in crisi, le gag sono costruite e vanno al di là della semplice battuta e lo scontato finale viene rallentato opportunamente per stare a rappresentare una certa evoluzione nella protagonista.
Detto questo, rimane un prodotto di mero uso e consumo, che ha il pregio di non annoiare, pur nella sua banalità, di intrattenere con garbo e di strappare comunque qualche risata. 
insomma "Un'americanata alla francese".

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