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I Quartieri - Zeno



Un invito al viaggio, al cambiamento, alla libertà creativa, a una crescita vera e propria su ritmi slow, cadenzati, un sound immaginifico, che è già racconto reale e sogno tutto da vivere nei risvolti psichedelici che sono speranze su cui perdersi a caccia di nuove suggestioni ed esperienze... per non fare ovviamente come "Zeno", il celeberrimo protagonista di Italo Svevo, che dà il titolo al primo album vero e proprio de I Quartieri, che esordiscono sulla lunga distanza, nel miglior modo possibile, con un disco omogeneo, compatto e sicuramente affascinante, senza punti deboli e con la vera e propria perla "Argonauti"a serrare le fila, una delle canzoni più intense di questo 2013,tra l'altro anche abbastanza orecchiabile grazie a un ritornello fantastico per armonia e testo: "oggi è solo un giorno di passaggio, una storia generazionale non c'è bisogno di chiamare coraggio il bisogno di  cambiare" che porta in dono pure un finale psichedelico e dilatato degno di nota. Anche la title track non è da meno in quanto ad appeal, un'apertura costante alla melodia, un incedere solenne e ovviamente a tinte psichedeliche nella "sconfitta" del nostro anti eroe, "ci provi ma non hai parole mai". L'iniziale "9002" è marziale e ipnotica, sospesa nei chiaro scuri,"se partirai fallo adesso se hai bisogno fai uno squillo", "Segnaletica": "se questa casa è la strada tua non andare più via" è invece eterea ed altamente suggestiva. Ammaliante è "Il mondo":"è solo un posto come gli altri dentro il cosmo" che si dipana ancora una volta tra squarci psichedelici, "Gomma": "non mi fido più della verità se la verità è solo una parola" è sinuosa coi riff di chitarra protagonisti.
"Spiaggia bianca": "e quando salirà la luna ti chiamerò sorella" delicata e disturbata allo stesso tempo dai riverberi è forse il brano più debole del letto, ma i livelli della sufficienza sono comunque abbondantemente superati. "Autostrada blu": "dammi solo un attimo e il tempo di capire se ci sei tu con me" può ricordare per certe dinamiche lo stile dei fratelli Campetti ed è una delle tracce più dirette dell'album. Chiude "Zeno" la riassuntiva "per certi versi", "Organo" altro splendido brano:"e non c'è un modo per guarire puoi fermarti e ripartire, hai vent'anni oppure cento? Non ti accorgi che sei morto dentro". 

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