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The Counselor - Il Procuratore di Ridley Scott


“Ad una donna puoi fare qualsiasi cosa, tranne che annoiarla”

Un avvocato di successo (Michael Fassbender) che vive nelle zone al confine col Messico è abituato a un tenore di vita molto lussuoso. Trovandosi in un periodo di difficoltà economica, ma essendo comunque deciso a sposare la bella fidanzata Laura (Penelope Cruz), l’avvocato decide di investire in un affare di droga insieme a Reiner (Javier Bardem), un cliente di vecchia data con frequentazioni piuttosto pericolose. Quando qualcosa va storto nel trasporto del carico, tutte le persone coinvolte saranno sospettate di aver fatto il doppio gioco e dovranno fare i conti con la crudeltà del cartello messicano.
Da una sceneggiatura originale dello scrittore Cormac McCarthy, questa pellicola, la cui regia è affidata a un Ridley Scott che sembra avere ritrovato un tocco molto lucido e lontano dall’ipercinesi e dagli eccessi di color correction che avevano segnato (in negativo) troppi dei suoi lavori, riprende i temi, cari all’autore, della criminalità più efferata nei territori di confine degli USA e della espiazione delle colpe di chi si allontana dalla retta via.
Costruito principalmente su una sequela di scene dialogiche che vogliono far bruciare la tensione a miccia lenta, il film vanta parecchie battute affilate e stridenti al tempo stesso come rasoi arrugginiti e nutre la crudeltà e la violenza di fondo della vicenda un boccone alla volta, giocando con le vittime (e con lo spettatore) come un gatto col topo, creando un curioso scisma tra i lunghi scambi di battute quasi antinarrativi e le brevi sequenze nelle quali l’azione esplode e si esprime in tutta la sua effettiva cruenza. Un modo di costruire la trama che non meraviglierà chi conosce lo stile di McCarthy (in tal senso, non può non venire in mente il suo romanzo “Non è un paese per vecchi”, portato sul grande schermo dai fratelli Coen nel 2007), ma che qui raggiunge dei livelli quasi dispersivi, aprendosi nel bel mezzo dello sviluppo drammatico, ma dimenticando di offrire prologhi, antefatti o sequenze esplicative pienamente chiarificatrici.
Il cast di stelle di primo piano vanta grossi nomi che vanno da un ottimo Fassbender a un luciferino Bardem, dalla bellissima Penelope Cruz a una Cameron Diaz quasi irriconoscibile (tra trucco e chirurgia) negli inediti panni dell’algida e perfida manipolatrice Malkina, da un cinico Brad Pitt (nei panni dell’arrogante delinquente Westray) fino ai cameo di John Leguizamo, Dean Norris e Natalie Dormer. La peculiarità della sceneggiatura, tuttavia, lascia molto spazio alla caratterizzazione dei personaggi, ma poco respiro all’azione vera e propria, lasciando, alla fine del film, una pesante sensazione di irrisolto o il sospetto che la storia in sé sia solo una scusa per veicolare una morale che sancisce l’impossibilità di scendere in affari con certi ambienti senza la prospettiva ineluttabile di un finale tragico e truce.
Peccato, perché, nel novero degli scrittori di genere, McCarthy è senza dubbio un cavallo di razza e, con un Ridley Scott così attento ed efficace dietro la macchina da presa, c’erano tutte le premesse per un binomio perfetto che, però, ha nei fatti mancato, seppur di poco, il segno. 
“Loro non credono alle coincidenze: ne hanno sentito parlare, ma non ne hanno mai vista una!”



Personaggi principali, interpreti e doppiatori

Il procuratore: Michael Fassbender (Massimiliano Manfredi)
Malkina: Cameron Diaz (Claudia Catani)
Laura: Penélope Cruz (Chiara Colizzi)
Reiner: Javier Bardem (Massimo Lodolo)
Westray: Brad Pitt (Adriano Giannini) 
Ruth: Rosie Perez (Sara D’Amario)
Randy: John Leguizamo (Diego Suarez)

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