Passa ai contenuti principali

Amici come noi di Enrico Lando



Luoghi comuni attraversando l’Italia da sud a nord col calcio come metafora dell’italiano medio che sa come arrangiarsi. Ovviamente non è così e Pio e Amedeo ne combinano di tutti i colori in questo “Amici come noi” poggiato su una trama esile e poco originale tra l’altro che strappa qualche sorriso solo a sprazzi. I due gestiscono a Foggia un’agenzia di pompe funebri “Hay l’Under” sui generis, con bare all’ultima moda: “La Barak Obama” per essere sempre abbronzati, “La bara trolley” per facilitare il trasporto e ancora bare dotate di videocitofono per morti apparenti o di macchina da caffè per allietare le visite dei parenti. Amedeo è il capitano di una una squadra di calcio locale e Pio deve sposarsi ma al suo addio al celibato gli viene mostrato un video nel quale la sua ragazza, Rosa, interpretata da Alessandra Mastronardi, ripresa solo di schiena col tatuaggio in evidenza, fa sesso con un altro uomo. Da qui in poi comincia il peregrinare dei nostri, da Foggia a Roma, da Roma a Milano ad Amsterdam e ritorno. Il film è per così dire passabile fino a Roma, da Milano in poi il voler dare un senso alla storia, caricandola di significati che non le appartengono lontanamente si scontra inesorabilmente con la povertà della storia stessa e con l’inadeguatezza dei protagonisti e finisce col perdere ogni vis comica scadendo nel sentimentalismo che facilmente scade a sua volta nel ridicolo involontario:“Sei stato tutta la famiglia mia, avevo solo paura di rimanere più solo”. Una pellicola alla resa dei conti alquanto mediocre, alla vana ricerca di un ipotetico mix tra Checco Zalone e I Soliti Idioti.
  
“Io ho un piccolo ritardo - Le donne come te si fanno sempre aspettare”
“Io faccio economia - Si vede non ha messo un cazzo nel piatto”
“Siete pure omofobi - Abbiamo in comitiva pure un amico trans, è entrato in marina, sapete come lo chiamano Il trans atlantico”
“E voi che fate? - Le modelle, non riusciamo a stare lontano dalle passerelle - Neanche noi”
“Se mi dai mille euro vengo a casa tua e faccio quello che vuoi - Per mille euro mi devi ristrutturare la camera da letto il soggiorno e il bagno”

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...