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Non ci sono più i "Consigli per gli acquisti" di una volta




La pubblicità "non più occulta" domina oggi giorno la scena televisiva in maniera più o meno invasiva. Prendiamo ad esempio un format come Masterchef, dove vengono mostrate le marche degli alimenti usati a più riprese o a The Voice, dove nelle presentazioni dei concorrenti si trova il modo di far la stessa cosa. "Programma con inserimento di prodotti a fini commerciali" nella sigla d’apertura del programma di turno è la scritta chiara e ben in evidenza. La cosa infastidisce per così dire il giusto, sono i  necessari "consigli per gli acquisti” del Maurizio Costanzo Show "aggiornati", in quanto il buon Maurizio spesso spiegava l’importanza degli inserti pubblicitari e alla fine tutto ciò non inficia minimamente la scorrevolezza del format sia esso di cucina o di musica. Premesso questo, è pur vero che c’è modo e modo… vi ricordate Piero Pelù nel suo corpo che cambiava repentinamente o certi Manuale d’Amore? Benchè anche qui sia palese l’operazione in atto, siamo più vicini alla mera sponsorizzazione che alla pubblicità ingannevole. Ma quando nelle fiction specie in quelle Rai, non ultima un Medico in Famiglia, ti trovi al cospetto dello spot/scenetta, coi protagonisti intenti a cimentarsi in una vera e propria televendita all'interno di un nucleo narrativo... la stonatura è evidente, perché rallenta, perché è inutile alla storia che si sta raccontando… allora la misura è colma per davvero. Un conto è mostrare il formaggio che uso, la macchina che guido, il vestito che indosso… un altro ricamarci sopra facendo assurgere quella che è una vera e propria televendita, ribadiamo, a elemento narrativo che per forza di cose non può esserlo. Carosello era tutt’altro, era soprattutto un’espressione dell’Italia di quei tempi che si affacciava con garbo alla degenerazione consumistica che nel corso degli anni per una serie di fattori ha preso il sopravvento su larga scala. Il benessere decantato di quegli anni, sognato da molti, bramato e cavalcato da tanti, oggi è questa parvenza inutile rappresentata nelle fiction di maggior successo di casa nostra, in queste operazioni che prendono in giro lo spettatore e la sua intelligenza, in quanto è lapalissiano che la maggior parte dell’utenza televisiva possa farci più o meno attenzione ma si accorge comunque dello spottone. Molto semplicemente ci chiediamo se non c’è un’altra via percorribile… oppure se andiamo incontro a dialoghi su come preparare al meglio la torta pronta per l’uso o come cuocere i wurstell per il nonno… se è un processo ineluttabile, se la risposta è negativa, tutto ciò forse finirà con l'apparirci pure normale e in un Don Matteo qualunque scopriremo che i sofficini sono veloci e buoni da preparare, poco prima che il nostro in questione risolva il caso e ci mandi a letto contenti, soddisfatti e già mangiati.

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