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Maleficent di Robert Stromberg


“Io so chi sei, sei la mia fata madrina, la mia fata madrina, vegli su di me da quando sono venuta al mondo, ho sempre saputo che mi proteggevi”

“La storia non è come la conoscevate ed io credo proprio di saperlo, perchè io sono colei che chiamate la bella addormentata”



Con “Maleficent” l'intento della Dysney è quello di rappresentare i mali insiti nell'animo umano che d'altronde è un suo cavallo di battaglia. Ma “Maleficent”, diretto da Robert Stromberg (già scenografo di "Avatar", "Alice in Wonderland" e “Il grande e potente Oz”) ed interpretato da Angelina Jolie, è stata una scommessa solo in parte vinta. In passato la creatura di papà Walt, ci ha regalato film del genere davvero ben fatti, come “Alice in Wonderland”, “Pirati dei Caraibi”, “Nightmare Before Christmas”, “La carica dei 101”, “Le cronache di Narnia” ed in particolare l'emozionante “Saving Mr Banks” che narra dell'incontro, realmente accaduto, e del difficile rapporto tra Walt Disney e Pamela Lyndon Travers, l'autrice di Mary Poppins. In “Maleficent”, a leggere il titolo ci si aspetta una strega cattiva almeno quanto la matrigna resa detestabile da Julia Roberts in “Biancaneve”, ma in realtà si tratta di un “ibrido”, una umana con le ali da folletto... ovviamente è la più potente tra i folletti e “cattiva”, per così dire, lo diventerà quando conosce a fondo gli umani che vogliono invadere la palude in cui vive, ed avrà modo di conoscerli attraverso un ragazzino, Stefano (Jackson Bews da piccolo, Sharlto Copley da grande) un umano che ben presto diventerà re... da lì in poi partirà la storia della Bella addormentata nel bosco... Maleficent maledirà la figlia di re Stefano: Aurora (Elle Fanning) al suo 16° compleanno si pungerà con l'ago di un arcolaio per non svegliarsi mai più se non con un bacio del “vero amore”. Quindi in realtà è la storia della Bella addormentata, seppur con qualche differenza “storica”, dal punto di vista della malefica Jolie, talmente malefica che anche la futura regnante quando la vede ride... e difatti più volte, senza farsi vedere, Malefica salverà la bambina, né è silenziosamente la sua protettrice. 
Le differenze con l'originale del '59, sta nella trama che ha un finale che ribalta totalmente la favola classica dei Grimm o di Perrault che tutti conosciamo e ci verrà raccontato un altro amore, non quello tra un uomo ed una donna... la “libera interpretazione” potrebbe essere un aspetto criticabile, che in parte rende anche emozionante, se vogliamo, la seconda parte del film, d'altro canto però, la storia risulta alquanto buonista, troppo. Nessuno mette in dubbio la prova attoriale di Angelina Jolie, forse la scelta semmai, che potrebbe essere dettata da una ricercata riconquista della fiducia dei fan dopo un periodo di alti e bassi. E critiche. Ma poco importa. Importa sapere invece che i continui “cambi” alla regia – il film era nelle attenzioni di tanti registi tra cui Tim Burton, Darren Aronofsky e Guillermo Del Toro che poi abbandonarono – non hanno fatto bene alla pellicola, e ci piacerebbe conoscerne il motivo. Ciò che va considerato in questo contesto, al di là della narrazione, sono gli effetti speciali sempre di ottimo livello per la Disney, i potenti notturni e le magnifiche scene 3D. “Maleficent” non rivoluziona di certo la produzione disneyana, ma comunque farà divertire i piccoli spettatori. Una chicca: quando Malefica incontra Aurora a 5 anni, la piccola è interpretata da Vivienne Jolie-Pitt, biondissima figlia di Angelina e Brad.

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