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Un Prandelli confuso per un'Italia infelice



E' inutile girarci attorno, Chiellini è stato irriconoscibile, Thiago Motta, penoso, Candreva, scomparso... e si potrebbe continuare così per la stragrande maggioranza dei calciatori scesi in campo ieri nella disfatta con il Costa Rica. Ma chi ha deluso maggiormente è senza dubbio un ostinato e ancor più confuso Cesare Prandelli che partendo dalla realtà dei fatti di una difesa fuori condizione si copre con più centrocampisti possibile, affidandosi in toto ai lanci di Pirlo e alla "presunta" buona vena di Balotelli. Quando poi succede che "meritatamente" il Costa Rica passi in vantaggio, il condottiero Cesare inserisce uno dietro l'altro tre mezzepunte rivoltando la squadra come un calzino e lasciandola senza un minimo di schema, sperando nella giocata risolutiva del singolo. 





Il risultato sono i tiri in porta che restano una chimera, i contropiedi costaricani che possono farci male da un momento all'altro e una squadra totalmente in balia dell'approssimazione più lacerante. Due ci sembrano le riflessioni più importanti che generano altresì cotante domande da fare in questo difficile momento alla corsa allla qualificazione agli ottavi:

 - Visto l'opaco momento della difesa, non sarebbe meglio tornare a giocare a tre/cinque con Bonucci in campo o al limite lo stesso De Rossi?
- Visto che lo stesso Balotelli ripete da più tempo che preferisce giocare dietro le spalle di una prima punta e che abbiamo il capocannoniere del campionato italiano, perchè è così impossibile vedere insieme Immobile in coppia con Super Mario?




Da fuori, è vero, sembra tutto semplice e ognuno ha sempre la soluzione ma dei problemi degli altri e rimaniamo un popolo di commissari tecnici ma se è inutile rimpiangere al momento Rossi e Destro se non addirittura i vari Romulo, Pasqual, Ranocchia che avrebbero fatto comodo, bisogna che Prandelli si chiarisca le idee definitivamente e non continui a procedere per tentativi e cerchi di ridare sicurezza ai calciatori che condizione fisica permettendo non possono essere diventati brocchi di colpo, ridoni coesione, unità al gruppo, lavori più da psicologo che da stratega e speriamo che Suarez, Cavani e compagni abbiano una giornata decisamente storta.

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