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Ma che bella sorpresa di Alessandro Genovesi


Dopo l'interessante e recente "Soap Opera" Alessandro Genovesi torna in sala con "Ma che bella sorpresa" basato su un film brasiliano, "A Mulher Invisivel", riletto in salsa napoletana. Una commedia agro dolce, divertente ma anche malinconica, che più che nella storia in se, che si può riassumere in: "un uomo viene lasciato dalla propria donna dopo sette anni e incomincia a vivere una nuova storia d'amore con una donna "Ideale" che però non esiste ma è frutto della sua immaginazione" ha i suoi punti di forza nella regia, che indugia sui volti dei personaggi sin dalle sequenze iniziali e dunque anche nel significato profondo della pellicola, che trova "senso" tra fantasie e solitudini, nella Napoli cantata da Carosone e Pino Daniele che pulsa vibrante e nella scelta delle coppie d'attori, sicuramente vincente, a cominciare dalla funzionale Bisio/Matano, professore d'italiano il primo, di educazione fisica ed ex alunno il secondo, quella formata dalla Vanoni e Pozzetto nei panni dei genitori di Bisio e quella della immaginaria Chiara Baschetti e della sempre brava Valentina Lodovini. Di contro, certi espedienti narrativi non sono propriamente originali, Bisio milanese al sud ad esempio c'è abbondantemente stato più volte, i ragazzini "simpatici" napoletani non si contano nemmeno più le volte che li abbiamo visti su grande schermo e sicuramente si potevano evitare certi eccessi didascalici... uno su tutti, l'arrivo della Lodovini in casa Bisio con tutto quello che ne consegue è più che prevedibile, anche da uno spettatore non oltremodo scafato. Ma alla fine "Ma che bella sorpresa" risulta essere un film ben costruito, dove si vede che dietro c'è comunque un autore, che sa ben dirigere una squadra attoriale e ha il pregio di non portarla per le lunghe a caccia di improbabili finali e pur nel suo essere "iper reale" riesce a risultare credibile.

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