Passa ai contenuti principali

Francesca Michielin - Di20


Se dopo la vittoria di XFactor il primo album di Francesca Michielin risentiva fortemente dell'immagine che volevano affibbiarle di "nuova Elisa", con la maggior parte dei brani scritti da altri, è in questo "DiVenti", che troviamo davvero "l'artista" con tutte le sue potenzialità messe in luce anzi "al vento" a soli venti anni come recita il gioco di parole del titolo dell'album che ha il tema della "libertà" individuale, sentimentale e artistica. Un album che vive di arrangiamenti perfetti nel loro essere di classe e "pop" senza rischiare la banalità e lo stesso dicasi per i testi che nonostante qualche ingenuità sanno come essere incisivi e profondi, variegate le melodie seppur sempre a presa istantanea, sulla vocalità di Francesca poi, non possono esistere discussioni."Di20" appare dunque come il primo vero tassello importante di una carriera che si prospetta florida.   

"DiVento": "non voglio tempo ma solo vento" pop dance decisamente ben strutturato strofa, ponte, ritornello, forse troppi effetti nella voce: "forse è più facile partire sapendo che un giorno o l'altro puoi tornare"


"L'amore esiste": "Può bastare un solo sguardo per capirti fino in fondo", col suo continuo crescendo d'intensità data dall'ottima commistione tra melodia e parola, il brano è trascinante nel suo dipanarsi, non a caso uno dei singoli che ha anticipato l'album: "l'amore non ha senso l'amore non ha un nome l'amore non ha torto l'amore non ha ragione"


"Almeno tu": "dal blu dei miei giorni mi salverai e dall'inverno i miei occhi asciugherai" eterea e trasognante, col falsetto che spinge nel ritornello, in certi passaggi il testo è un pò banale: "ti guardo e nulla mi spaventa ormai"


"Lontano": sonorità più black che aprono alla melodia, vicine a certi episodi di Giorgia, è un brano accattivante che sfrutta bene il fattore rime e un arrangiamento semplice ed efficace, è il nuovo singolo: "perchè non mi sorridi ti amo per quello che non dici ti amo perché tu sai tenermi lontano io amo"


"Amazing": electro pop dal respiro internazionale, che si fa apprezzare per le ricercate armonie melodiche che possono ricordare i Tears for Fears di Mad World


"Tutto questo vento": "Parto senza paura cerco una strada poi torno nel vento" ottimo arrangiamento, decisamente ad hoc, fatto per far emergere voce e melodia al momento giusto, può rappresentare quasi il lato b di "DiVento" o una continuazione del discorso precendetemente intrapreso svolto sulla dicotomia Vento/Tempo


"Battito di ciglia": dub, ritmiche in levare, il tutto ad alto tasso melodico, altro singolo estratto che "scherza" col fuoco con quelle rime baciate nel ritornello ma ne esce alla grande: "il mio cuore si impiglia nei tuoi occhi e non so a chi è che somiglia se salvarlo non so, il tuo cuore si impiglia nei miei sogni non so a chi è che somiglia se trovarlo non so, ama l'amore non amare me"


"Un cuore in due": "avere un cuore in due non è facile ognuno vuole più della metà per se che se mi faccio male poi lo senti qualcuno ne ha di più, avere un cuore in due non è facile al massimo poi diventa un'abitudine che se ti amo io poi ti fermi tu chi osa ne ha di più" ariosa ballad che ben si sposa con le parole del testo, il tutto grazie sempre all'ottimo arrangiamento ha un non so che di liberatorio


"Io e te": "siamo al confine della parola insieme", altra ballad che prosegue quasi il senso del brano precedente, aggiugendo per così dire sfumature con qualche ingenuità perdonabile nel testo
"Sons and daughters": di Viktoria Hansen, intensa e raffinata con un ritornello non banale dalle sonorità anni '80


"25 febbraio": dialogo tra la Francesca di oggi e quella che deve ancora nascere "non si può volare senza avere un cielo, che cielo scieglerai tu?" al pianoforte, evocativa "ferirsi a volte può aiutarti più di stare bene" la melodia del ritornello può ricordare "Lentissimo" di Malika Ayane

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...