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Maximilian - Max Gazzè



"Maximilian" di "Max Gazzè" è nobile e raffinato, ma sa anche godere degli aspetti più ludici della vita o meglio tratta con un sorriso contagioso le piccole e immani tragedie sentimentali. "Maximilian" è poeta e cantore colto e sa che "il gioco" è necessario, riconosce l'importanza per così dire del "giullare di corte". Accostamenti e metafore ardite a parte, "Maximilian" è il terzo album di "classe superiore" che "Max Gazzè" rilascia in pochissimo tempo, a riprova di una vena compositiva che non conosce sosta. Canzoni d'autore che attingono all'ampio spettro delle emozioni, dei sentimenti, che vanno a fondo, ora con leggerezza, ora con disarmante profondità, in fondo "Maximilian" è semplicemente questo.

"Mille volte ancora": "la verità è che siamo indifferenti troppo distratti è complicato ammettere gli sbagli"  synth pop, di matrice anni '80, suadente ed evocativo, con ritornello tormentone

"Un uomo diverso": "prova a sentirti leggera amore caro ti giuro vedrai che il mondo è più bello se sai vederlo in chiaro" brano pop dall' arrangiamento variegato, leggero e solenne, per l'argomento trattato, "la dipendenza" da tv e videogiochi, che ben si esprime nel ritornello arioso col coro in evidenza "se sei convinta che sei un mio difetto chiedi a tuo figlio che ti conferma tutto"

"Sul fiume": poetica ballad, dai sapori "antichi e nobili", alla Sergio Endrigo, immersa nella natura "e ti prendo la mano e ti porto lontano da qui, quelle lacrime al sole troveranno parole da dire si faranno parole d'amore" suggestiva e intensa

"La vita com'è": "l'amore fa per noi ma separatamente" zingaresca, popolare, volutamente ruffiana, il primo singolo estratto non per caso, tragica e ironica al tempo stesso, assolutamente godibile: "ammazzo il tempo provando con l'alcol meditazione canto un pò, nella testa boom boom e mi rimetto ripulendo il mio salotto da ogni livido ricordo che resta di te"

"Nulla": "..cade dal cielo ad eccezione delle stelle quando avvolte nel velo della notte come perle scivolano dal niente dentro i sogni della gente" ballad psichedelica/prog, sinuosa e trasognante, solenne nel suo dipanarsi in un continuo crescendo


"Ti sembra normale": "...che resti svegli a corteggiarti per ore e tu non provi affatto a considerare, che sarei degno di uno sguardo contatto distratto mi sento inadatto e banale accanto a chi è  sempre così razionale non mi darò per vinto ci puoi giurare l'ultimo azzardo me lo voglio giocare puntando all'istinto animale che è in te" procede sornione e complice prima di esplodere in un ritornello contagioso e armonicamente ineccepibile

"Disordine d'Aprile":
"non c'è rimedio al mio disordine speciale" inevitabile pensare a Battiato, ha un mood scarno ed essenziale, prezioso, con il featuring di Tommaso di Giulio: "e se le mie scuse non sanno più forzare serrature"

"In breve": viene in mente Branduardi per la sua atmosfera fiabesca, "mentre fuggi e ti fai largo tra la gente e tra le grida sarà il fisco sarà il caldo ma ti ha visto anche un sorriso in quell'improvviso volo" con una parte centrale interamente strumentale coi violini in evidenza

"Teresa": "è giusto che ora ti levi di dosso tutta la vita mia ma come già facevi con la biancheria" spassosa filastrocca pop, sul tema della convivenza

"Verso un altro immenso cielo": valzer leggero al pianoforte con gli archi a impreziosire e a nobilitare in un'ampia coda strumentale: "ti ritrovo sparsa come la polvere come le cose che hai lasciato qui"

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