David Bowie (Londra, 8 gennaio 1947 - New York 10 gennaio 2016)


Un altro gennaio nefasto per i mostri sacri della musica. A lasciarci oggi è il Duca Bianco David Bowie. David Bowie è "morto oggi pacificamente sostenuto dalla sia famiglia dopo 18 mesi di battaglia contro il cancro" al fegato: lo ha annunciato la famiglia della grande rockstar britannica sull'account Twitter ufficiale dell'artista. La famiglia chiede di "rispettare la sua privacy" annunciando che Bowie è stato cremato a New York. Niente funerali. Quello che lascia alla musica è un patrimonio di inestimabile bellezza, che va riscoperto perchè è la storia del rock, ma Bowie ci lascia proprio quando stava per uscire il suo ultimo album dal titolo "Blackstar" e che la rivista Rolling Stone ha definito "il capolavoro anti pop". David Bowie stava per tornare proprio nel giorno del suo 69° compleanno con un lavoro che consacrava il suo ritorno alle scene dopo 3 anni. “Blackstar”, coprodotto da Tony Visconti, collaboratore di lungo corso del “Duca Bianco”, comprende solo sette canzoni che però, a dire dei media britannici, è un ottimo disco che "...spezza i legami con il passato di Bowie". L’album è pervaso dalla musica jazz, ma secondo quanto spiega chi l’ha sentito, non manca una elaborazione colta e creativa di suoni industriali, ballate, folk pop e persino hip hop. La "stella nera" ci dice addio per sempre, con un'uscita di scena da vera icona pop-rock. Il video di Lazarus (Lazarus - David Bowie) così come il suo testo, sono un annuncio di dipartita, l'ultimo atto di un artista immeno. "Guarda quassù, sono in paradiso/ho ferite che non si possono vedere. Guarda quassù, amico, sono in pericolo / non ho più niente da perdere”, cantava Bowie. Si chiude il sipario, si apre il paradiso.

"Non cambio per confondere le persone. Sto solo cercando. Questo causa i miei cambiamenti. Sto solo cercando me stesso"






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