Non si ferma Vinicio Capossela. Dopo un libro ed un docu film, a cinque anni di distanza dal suo ultimo disco in studio, il cantautore irpino torna con un nuovo lavoro. Il 6 maggio sarà pubblicato il doppio album "Canzoni della Cupa" (prodotto da La Cùpa/distribuito da Warner Music), un'opera originale in cui l'artista esplora quel territorio giacimento di culture, racconti e canti che hanno ispirato il suo ultimo romanzo, "Il Paese dei Coppoloni". "Se la gratitudine si nutre di attesa, queste Canzoni della Cupa, sono l'opera per la quale ho maturato più gratitudine - racconta Vinicio Capossela, che è stato costretto a posticipare l'uscita del disco inizialmente prevista a marzo per un intervento alle corde vocali -. Gratitudine ricambiata, visto che dal 2003 ad oggi si sono riprodotte fino a presentarsi ora al pubblico in disco doppio e vinile quadruplo. Del resto sono un po' l'opera della vita, dunque sono vitali, come maggio, il mese in cui usciranno... il mese delle rose, dei rosari e delle spine. Che la loro nuova vita gli sia lieve".
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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