A venti giorni dalla scomparsa che ci ha lasciati molto tristi ma anche a dieci anni esatti dall'uscita dell'album "Da questa parte del mare", che ha consacrato il cantautore Gianmaria Testa (già noto in Francia), esce il 19 aprile la ristampa su vinile del disco (Fuorivia), accompagnata dall'omonimo libro, scritto sempre da Testa ed edito da Einaudi con prefazione dell'amico fraterno Erri De Luca. "Da questa parte del mare", vinse nel 2007 la Targa Tenco come Miglior Album dell'anno, è in realtà un concept, una storia che si dipana tra musica e parole. Il tema sono le migrazioni moderne, argomento di grande attualità tanto ieri come oggi, una riflessione poetica, aperta e senza demagogia sugli enormi movimenti di popoli.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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