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IANT - Limite



Il "LImite" degli I.A.N.T. (Incapaci ai nostri tempi) giocando col titolo del loro stesso album è forse quello di essere troppo legati ai "generi" che di volta in volta vanno a scegliere per un singolo brano. Nel complesso l'album non annoia, appunto perché i nostri si cimentano con più generi ma all'interno di ogni singola traccia diversificano poco o niente e il risultato è quasi sempre quello che uno si aspetta. I testi non sono male, improntati sul sociale, con un pizzico di ironia che non guasta di certo, anche se a tratti compare un pò di retorica. Per il futuro è necessario che la band osi decisamente di più.  Apre le danze o i poghi se preferite, la convincente "Il Trionfo": "... degli idioti, patetica realtà, siate i benvenuti" ska punk che può ricordare i primi Meganoidi "Non sopporterei un minuto in più, il gregge e il suo dj". Si continua con "Luogo comune": che parte con un sample di "Chi non lavora non fa l'amore"  e poi prosegue da  botta punk alla Punkreas con risvolti melodici nel ritornello "... ma chi non lavora ha più tempo per amare" non male."33-15":una delle tracce più variegate, sulle guerre intelligenti "esplosioni firmate pace e umanità" uno dei brani migliori dell'album insieme a "Non sparerò": "se sia lupo o persona io non sparerò" con Bologna Violenta, sulla legittima difesa reso in stile Motorhead. ."Tra le mura": è un altro brano punk all'arma bianca, che spinge sull'accelleratore: "C'è posto anche per noi nella fossa dei tuoi guai". Con "Limite": con Talco, i giri si abbassano, è un reggae/ska, "non c'è mai posto per noi" bene nella strofa meno nel ritornello. "Il mio nome è mai più": celeberrima cover del trio Pelù, Jovanotti, Ligabue che soprattutto nella parte cantata da jovanotti non ha di certo un testo memorabile, dargli melodia non sembrava il caso. Chiude "La colpa è tua": hardcore potente e vigoroso "la colpa è schifosamente tua".

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