Mimmo Calopresti torna con il docufilm "La fabbrica fantasma - Verità sulla mia bambola", affrontando i temi della contraffazione e della criminalità organizzata. Prendendo spunto da una conversazione del regista con la figlia Clio, che gioca con una bambola falsa, il film in 50 minuti mostra luoghi e personaggi diversi, legati dal traffico di merci e dalla contraffazione. E' un viaggio che dal porto di Napoli giunge fino al confine tra Ungheria e Ucraina, a contatto con trafficanti senza scrupoli. Relegata ai margini di un impero in cui tutto è consentito, la fabbrica fantasma diventa il non luogo che nessuno è pronto a denunciare ma che tutti conoscono. Giocattoli, cibo, sigarette, ecc. E così la salute pubblica, le norme sul lavoro, l'economia vengono compromesse perché il mercato non ha confini e a tutto viene dato un prezzo: il più basso possibile. L'importante è sempre e solo il denaro, il controllo e il potere.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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